Papa Francesco: giustificati in Cristo

gratitudine, misericordia, amore, gioia
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Un tema che spesso viene travisato, quello che il Santo Padre tocca oggi durante l’udienza del mercoledì. Allo stesso tempo è proprio urgente, specie quando si parla della lettera ai Galati, toccare questo argomento, proprio per comprendere bene cosa significhi per noi cristiani la giustificazione, intesa nel senso paolino. 

Siamo abituati a pensare che essere giustificati significhi che qualcuno tiri fuori delle scuse o delle spiegazioni riguardanti il nostro agire. Il Papa ci spiega: cos’è, la giustificazione? Noi, da peccatori, siamo diventati giusti. Chi ci ha fatto giusti? Questo processo di cambiamento è la giustificazione. Noi, davanti a Dio, siamo giusti. È vero, abbiamo i nostri peccati personali, ma alla base siamo giusti. Questa è la giustificazione. 

E’ San Paolo che ci offre questo concetto nuovo. Si può dire semplicemente che la giustificazione è la conseguenza della «misericordia di Dio che offre il perdono». (…) È come un ritorno al rapporto originario tra il Creatore e la creatura, prima che intervenisse la disobbedienza del peccato. La giustificazione che Dio opera, pertanto, ci permette di recuperare l’innocenza perduta con il peccato. L’importante è ricordare che non siamo noi a guadagnarcela, ma essa ci è offerta da Cristo che è morto per noi, (…) quella grazia che il Padre dà a tutti: la giustificazione avviene per grazia.

E’ una grazia particolare, che previene la nostra vita e i nostri eventuali errori. E questo ci dà una fiducia grande. Siamo peccatori, sì; ma andiamo sulla strada della vita con questa grazia di Dio che ci giustifica ogni volta che noi chiediamo perdono. Ma non in quel momento, giustifica: siamo già giustificati, ma viene a perdonarci un’altra volta.

Questa giustificazione tuttavia non ci garantisce nulla, è testimonianza dell’amore e della misericordia di Dio, ma richiede una nostra risposta. La giustificazione, se non fiorisce con le nostre opere, sarà lì, sotto terra, come morta. C’è, ma noi dobbiamo attuarla con il nostro operato. Così le parole di Giacomo integrano l’insegnamento di Paolo. Per entrambi, quindi, la risposta della fede esige di essere attivi nell’amore per Dio e nell’amore per il prossimo. Perché “attivi in quell’amore”? Perché quell’amore ci ha salvato tutti, ci ha giustificati gratuitamente, gratis!

Dimensione fondamentale della nostra vita spirituale, la fede, è quella che ci fa vivere consapevoli di questa grazia. Essa ci permette di riconoscere quanto sia infinita la misericordia di Dio, la grazia che opera per il nostro bene. Ma la stessa luce ci fa anche vedere la responsabilità che ci è affidata per collaborare con Dio nella sua opera di salvezza. La forza della grazia ha bisogno di coniugarsi con le nostre opere di misericordia, che siamo chiamati a vivere per testimoniare quanto è grande l’amore di Dio.  

 

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