Per uscire dalla solitudine vieni a “Casa di Andrea”

Foto di Adeboro Odunlami da Pixabay

Una casa alle porte di Milano che accoglie uomini in difficoltà

 “Casa di Andrea” si trova a Gorgonzola alle porte di Milano. All’ingresso della comunità si trova la scritta “Kaire”, cioè gioisci e rallegrati! Le prime parole che Dio rivolge agli uomini nei Vangeli.

Kaire deriva dal greco e vuol dire tirati su, non sei solo.

Il referente di “Casa di Andrea” è il sessantunenne Franco Invernizzi, è un sistema di accoglienza per uomini in difficoltà della Fondazione Somaschi composta dalla sede principale, la villetta Kaire e da altri appartamenti per la semiautonomia.

Gli uomini che vengono accolti in casa sono persone che arrivano dalla strada, da situazioni di abbandono e fragilità.

Ci sono uomini che risiedono lì per mesi, alcuni per anni, altri invece rimangono in maniera transitoria solo per fare una doccia o consumare un pasto caldo. Sono tutte persone che hanno problemi socio- economici o provengono da situazioni di sfruttamento.

Franco accoglie questi uomini ormai da 30 anni e dice che sono la sua famiglia: «Fin dalle scuole superiori ho sentito di volermi spendere per gli altri. Ho cominciato come volontario, mentre lavoravo come contabile, poi il mio impegno è diventato anche il mio lavoro», ha dichiarato alla rivista Credere.

A dare svolta alla vita di Franco è stato il convegno diocesano “Farsi prossimo” avvenuto nel 1986 e tenuto dal cardinale Carlo Maria Martini, il tema era la carità: «In parrocchia per due anni ci siamo dedicati alla lettura dei problemi del territorio, registrando un grande bisogno di accoglienza» racconta Franco.

E’ nel 1999 che la comunità prende forma a Gorgonzola, grazie ad un gruppo di amici che si rimbocca le maniche. Quegli anni sono segnati dalla tossicodipendenza che colpiva tanti coetanei di Franco.

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Nel 2009 la comunità prende il nome di “Casa di Andrea” ed entra a far parte dei progetti della Fondazione Somaschi mentre Franco comincia a lavorare a tempo pieno.

Dal 1992 ad oggi, hanno varcato la porta della comunità, più di 640 uomini. Franco spiega a Credere: «Offriamo un supporto materiale, certamente, ma soprattutto prossimità: il calore dello stare insieme e la sicurezza di poter affrontare le difficoltà della vita con qualche strumento in più, a partire dal confronto con adulti di riferimento».

Continua Franco «Per operatori e volontari si tratta di un’esperienza estremamente profonda e coinvolgente, che fa riflettere sul senso della vita e degli affetti. Accostarsi al dolore, alla fragilità, alla fatica di tenere fede all’impegno, porta a interrogarsi su se stessi fino a dirsi che − davanti alle situazioni più compromesse − non siamo in grado di fare altro se non stare vicino, fino alla fine, alle persone».

Casa di Andrea attualmente ospita 32 uomini di cui 6 vivono a Kaire.

Fonte Gaudium Press di Rita Sberna