“Più cuore nelle mani !”

Più cuore nelle mani“ è quello che diceva San Camillo De Lellis a chi si accostava ai malati. Questa frase è un appello alla Carità e un richiamo alla nostra umanità.

Oggi, più che mai nell’emergenza del Coronavirus, in un momento in cui non ci sono posti letto in ospedale e in cui i pronto soccorsi sono pieni è importante che la professione medica ritrovi la sua vocazione “ compassionevole” verso quanti soffrono nel corpo e lo spirito.

Purtroppo troppo spesso gli ammalati (non solo di Covid) vengono abbandonati a sé stessi senza neanche potere vedere i familiari (se non nel migliore dei casi con una videochiamata).

Ci sono medici e operatori sanitari bravissimi con una dedizione straordinaria ma non è sempre il caso e troppo spesso l’ospedale diventa un muro, una fortezza in cui è molto difficile entrare anche per i sacerdoti che vorrebbero amministrare gli ultimi sacramenti a un ammalato o semplicemente dire una preghiera.

E’ vero che certe regioni dimostrano un’assoluta disorganizzazione degli ospedali e a volte anche il personale sanitario è lasciato a sé stesso senza adeguate protezioni sia per loro che per i malati…la politica ha anche la responsabilità di sostenere adeguatamente chi è in prima linea.

Nella “cultura dello scarto” amplificata dalla situazione attuale di pandemia, prevale la legge del risparmio (di tempo o di denaro), e a volte sia per indifferenza sia per “necessità” si sceglie chi salvare o lasciare morire (perché giudicato troppo anziano o debole). Anche dai media lo sentiamo dire apertamente ultimamente.

Ci sarebbero purtroppo tanti esempi in questo periodo ma vorrei parlarvi di una persona in particolare Angela Vittoria. Un persona anziana di 87 anni, con una personalità forte, un cuore generoso.

Settimana scorsa è caduta a casa sua ed è stata trasportata in un noto ospedale della capitale al pronto soccorso….aveva un’emorragia celebrale ed era incosciente.

Non è stata operata a causa della sua età avanzata e neanche intubata. Il personale medico l’ha semplicemente lasciata là, al pronto soccorso, con una flebo a morire, specificando che se avesse avuto un arresto cardiaco nessuno sarebbe intervenuto….e così è morta una mattina di novembre lontana dai suoi familiari, dai suoi affetti….neanche al sacerdote cappellano è stato dato più di tanto la possibilità di avvicinarla, solo una preghiera da lontano fuori da un pronto soccorso stracolmo di gente sofferente giacente anche a terra.

Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40)

Al di la della pratica, degli studi di medicina c’è l’Amore “…e questo non si impara sui libri, si fa aiutando chi soffre…è anche richiesto ad ognuno di noi nei piccoli gesti della nostra quotidianità (dare acqua a chi ha sete, cibo a chi ha fame, visitare gli infermi e i carcerati…)

Mettete più cuore in queste mani” ripeteva San Camillo di Lellis, questo invito risuona in modo speciale sia per incoraggiare il personale medico che lo fa con dedizione che per invitare chi purtroppo non lo fa perché preso più dalla routine e dai protocolli.

È richiesto a tutto il personale sanitario di impegnarsi in questo periodo con più Amore anche se a volte i mezzi e il tempo non bastano (una carezza in più, una parola gentile o ancora semplicemente non abbandonare chi c’è di fronte….), anche perché i familiari, i volontari non possono avvicinare gli ammalati e spesso neanche i sacerdoti. Si parla sempre della dignità del malato ma vorrei anche chiedere: Qual’è la dignità del medico?…..certamente la vocazione medica interpella nella sua capacità di curare ma anche di amare.

Alla fine dei tempi saremo tutti giudicati sull’Amore…su quello che avremo fatto o non fatto per il nostro prossimo, per i nostri fratelli.

L’Amore può trasformare la nostra società…non è una strada facile ma se si ama veramente non si può dare meno che sé stessi in tutti gli ambienti della nostra vita

Preghiamo per ognuno di noi, preghiamo per chi soffre e in particolare per chi in determinati momenti può fare di più per il suo fratello….con Amore mettiamo “Più cuore nelle mani!”

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