Riflessioni Natalizie: un cammino di gioia e di salvezza

Ieri, giovedì 22 dicembre, Papa Francesco ha rivolto il suo messaggio per gli auguri natalizi ai membri della Curia romana nell’Aula della Benedizione, in Vaticano. Ci soffermeremo su alcune tematiche (e passaggi) di questo messaggio per attingere a certe riflessioni nel nostro cammino verso il Santo Natale ormai molto vicino.

Conversione:

«La cosa peggiore che possa accaderci è pensare di non avere più bisogno di conversione, a livello sia personale sia comunitario. Convertirsi è imparare sempre di più a prendere sul serio il messaggio del Vangelo e tentare di metterlo in pratica nella nostra vita» (Papa Francesco 22 dicembre 2022).

Riflessione 1: Nella nostra vita quotidiana siamo chiamati a collaborare giorno dopo giorno con Dio. Egli gioisce quando ascoltiamo lo Spirito Santo e scopriamo la nostra vocazione: «Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – dice il Signore – progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza» (Geremia 29, 11).

Vigilanza:

«Cari fratelli e care sorelle, è troppo poco denunciare il male, anche quello che serpeggia in mezzo a noi. Ciò che si deve fare è decidere una conversione davanti ad esso. La semplice denuncia può darci l’illusione di aver risolto il problema, ma in realtà quello che conta è operare dei cambiamenti che ci mettano nella condizione di non lasciarci più imprigionare dalle logiche del male, che molto spesso sono logiche mondane. In questo senso, una delle virtù più utili da praticare è quella della vigilanza» (Papa Francesco, 22 dicembre 2022).

Riflessione 2: Certamente non basta smascherare il male ma serve agire per il bene con “vigilanza”. Dobbiamo anche essere attenti a quello che esce dal nostro cuore e intraprendere un atteggiamento virtuoso (umiltà, pazienza…) per essere protagonisti di un cambiamento positivo nella nostra vita e quella del nostro prossimo.

Pace:

 «Cari fratelli e care sorelle, la cultura della pace non la si costruisce solo tra i popoli e tra le nazioni. Essa comincia nel cuore di ciascuno di noi. Mentre soffriamo per l’imperversare di guerre e violenze, possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo alla pace cercando di estirpare dal nostro cuore ogni radice di odio e risentimento nei confronti dei fratelli e delle sorelle che vivono accanto a noi» (Papa Francesco 22 dicembre 2022).

Riflessione 3: Essere testimoni di Cristo vuole dire essere i suoi discepoli nell’amore. Se per qualsiasi ragione escono dai nostri cuori parole di odio, rancore allora conviene fermarsi, pregare e magari confessarsi. Quante volte nei conflitti ma anche nella quotidianità (e in modo amplificato sui social media) sentiamo discorsi pieni di odio per difendere il proprio parere (oppure gesti violenti). Purtroppo va da sé che tali modi non sono coerenti con l’amore predicato da Cristo.

Misericordia:

«La misericordia è accettare che l’altro possa avere anche i suoi limiti» (Papa Francesco 22 dicembre 2022).

Riflessione 4: se l’altro ha i suoi limiti ancora di più gli abbiamo anche noi. Dio ha sempre cercato l’Alleanza con l’umanità per guidare gli uomini a una vita in comunione con lui (e tra noi). Ricordiamo a tal proposito il vangelo di Marco (12,29-31): «Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso».

Perdono:

«Infine il perdono è concedere sempre un’altra possibilità, cioè capire che si diventa santi per tentativi. Dio fa così con ciascuno di noi, ci perdona sempre, ci rimette sempre in piedi e ci dona ancora un’altra possibilità. Tra di noi deve essere così. Fratelli e sorelle, Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi a stancarci di chiedere perdono. Ogni guerra per essere estinta ha bisogno di perdono, altrimenti la giustizia diventa vendetta, e l’amore viene riconosciuto solo come una forma di debolezza» (Papa Francesco 22 dicembre 2022).

Riflessione 5: Stiamo per festeggiare il Natale e a volte possiamo constatare che durante le feste le famiglie stesse non sono in pace (familiari che non si parlano da anni e non si riconciliano, a volte anche altre persone care o pure i nemici). Certamente serve un esame di coscienza ma soprattutto molto coraggio, quello dell’amore per andare oltre i nostri egoismi. Non c’è cosa peggiore che creare i nostri propri “inferni” e quello degli altri.

Nelle ultime parole del suo discorso davanti alla Curia romana il Santo Padre ricorda:

«Dio si è fatto bambino, e questo bambino, diventato grande, si è lasciato inchiodare sulla croce. Non c’è cosa più debole di un uomo crocifisso, eppure in quella debolezza si è manifestata l’onnipotenza di Dio. Nel perdono opera sempre l’onnipotenza di Dio. La gratitudine, la conversione e la pace siano allora i doni di questo Natale».

Buono e sereno Natale a tutti/e, preghiamo con gioia in questo tempo di grazia poiché con la nascita di Gesù è entrata nel mondo la nostra salvezza.