San Francesco e la povertà nella chiesa

Una chiesa povera in stile San Francesco d’Assisi piace molto alla gente, e da una vera cedibilità alla chiesa di Dio nel mondo

Ma è davvero possibile oggi negli anni 2000 avere una chiesa povera?

E per povera intendo proprio povera in tutto, anche nel semplice modo di vestire e nel sapersi rapportare con la gente che ha davvero bisogno.

E davvero possibile ai giorni nostri pensare e credere che la preghiera possa davvero guarire tutte le anime del mondo? Ed è davvero possibile credere che la frequentazione della santa messa quotidiana ci possa davvero offrire una luce nel nostro cuore, da poterci far conoscere finalmente la vera che Dio ha da sempre creato per questo mondo ?

E poi cari amici, mi chiedo se il mondo oggi più che mai ha capito che inginocchiarsi al cospetto del Santissimo Sacramento, non è solo un atto di misericordia, ma è un atto di totale pace e di totale affidamento a Dio Padre Onnipotente.

Solo così cari amici riusciremo tutti, laici, semplici credenti, sacerdoti, Vescovi, Arci Vescovi, cardinali a Papa, a trasmettere al mondo il vero messaggio di Gesù Cristo, che ora più che mai è vivo sano e vegeto nel mondo.

Il mondo ha bisogno di conoscere testimoni veri e poveri della fede di Dio, persone come San Francesco d’Assisi, ai quali non interessa nulla dei soldi e della ricchezza terrena, ma hanno solo un immenso desiderio nel loro cuore, quello di portare in tutti i cuori del mondo, la vera pace del nostro Signore Gesù Cristo.

Ma la parola povertà è da sempre molto usata nella chiesa, e in certe chiese o in certe parrocchie, è una realtà vera, buona e che aiuta i più poveri.

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Questa parola oggi tanto usata da Papa Francesco, ha in realtà origini molto lontane, gia Papa Innocenzo III, quando gli apparve in sogno questo straccione che con le sue povere spalle esili sosteneva la chiesa ondulante, capì che quello stile di vita povero e al servizio degli altri, sarebbe stato davvero la via maestra per la salvezza della chiesa e del mondo.

 

Questa preghiera che questa mattina vi dono, è la famosa preghiera semplice, recitatela in solitudine, meditando e ascoltando bene le parole che vi dice San Francesco per invocare la pace del Signore.

 

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:

dove è odio, fa ch’io porti amore,
dove è offesa, ch’io porti il perdono,
dove è discordia, ch’io porti la fede,
dove è l’errore, ch’io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch’io porti la luce.

Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare
Poichè:

Sì è: Dando, che si riceve:
Perdonando che si è perdonati;
Morendo che si risuscita a Vita Eterna.

Amen.

Andrea Pagnini