Schoenstatt, un‘alleanza d’Amore con Maria

Il 18 ottobre 1914, nella piccola cappella di Schoenstatt (“bel luogo” in tedesco), Padre Josef Kentenich, assieme a un gruppo di giovani seminaristi, si consacrarono a Maria con “l’Alleanza d’Amore”. Da quel momento e fino ad oggi migliaia di pellegrini in tutto il mondo affluiscono ogni giorno sia nel “Santuario originale” in Germania che negli altri Santuari sparsi in più di cento paesi (www.schoenstatt.org).

Anche qui a Roma abbiamo la fortuna di avere due Santuari (Belmonte e Cor Ecclesiae).

Questo 18 ottobre 2020 nel Centro Internazionale di Schoenstatt di Belmonte ha avuto luogo l’incontro nazionale per i 106 anni dell’Alleanza (ci sono stati per l’occasione alcune novità: gli inizi della prima federazione italiana di Schoenstatt e l’inaugurazione dell”armadio di Katharina” (“negozio di abbigliamento solidale per donne e bambini”)). Alcuni pellegrini erano presenti (nel rispetto delle norme dovute al Coronavirus) e grazie al collegamento streaming l’evento si è esteso anche a tutte le regioni italiane; “da luogo a luogo e da cuore a cuore” è l’invito di Schoenstatt quest’anno.

L’umanità sta vivendo momenti difficili a causa della pandemia, ovunque si parla dell’aumento dei contagi, di morti, di crisi sanitaria, sociale e anche spirituale….le persone e le famiglie soffrono, c’è chi perde un caro, chi perde il lavoro, chi non ha più niente per sfamare se stesso o i suoi figli… l’Italia (come altri paesi) è stata chiusa durante il “lockdown”, il futuro è ancora incerto sotto tanti aspetti….però in questi momenti bui possiamo vedere ancora oggi in Padre Kentenich un profeta del nostro tempo.

Anche lui ha vissuto periodi tragici come la prima e la seconda guerra mondiale, conosceva bene la sofferenza umana. E’ stato rinchiuso in un bunker dai nazisti e imprigionato nel campo di concentramento di Dachau…ma è sempre stato fiducioso nella divina provvidenza e attento alla voce di Dio negli avvenimenti della storia…anche rinchiusi in un bunker o in una casa si può avere la libertà interiore dei figli di Dio.

Nella cappellina di ogni santuario si può venerare l’immagine della Vergine con Bambino dal titolo Refugium peccatorum”, del pittore italiano Luigi Crosio (l’originale si trova a Schoenstatt). Maria è “Madre Regina e Vincitrice Tre Volte Ammirabile di Schoenstatt”, spesso nelle difficoltà si incorona Maria, come Padre Kentenich faceva in passato, in un atteggiamento interiore di totale fiducia: lei ci educa, ci accompagna sul cammino della santificazione quotidiana…perché lei è nostra Madre, ci porta Gesù e sa di cui abbiamo bisogno. Questi mesi durante il “lockdown” tanti Santuari domestici italiani hanno incoronato Maria “Regina della Salute Fisica e Spirituale”.

Monsignor Sanna, presidente della Pontificia accademia di teologia, ha celebrato questo 18 ottobre la messa a Belmonte con i Padri e le Sorelle di Schoenstatt, e le famiglie (in presenza e in streaming). Era anche presente il coro dei Figli di Santa Maria Immacolata (di Fiumicino).

Durante l’omelia Monsignor Sanna ha ricordato l’importanza del “nulla senza di Te, nulla senza di noi” alla luce del vangelo del giorno (Mt 22,15-21): “c’è da dare il primato a Dio anche se il mondo è spesso un mondo senza Dio.” “Dio è l’amico dell’uomo, non vuole che siamo insensibili alle sofferenze degli altri. Dio ci ha creato a sua immagine, siamo anche noi responsabili, dobbiamo metterci al servizio della Grazia”.

P. Kentenich (attualmente in via di beatificazione) scrisse durante il periodo di reclusione nel campo di concentramento alcune preghiere (raccolte nel libretto “verso il cielo”).

La Madonna ci invita all’apertura del cuore nelle nostre relazioni e nella nostra vita. Dio chiama ognuno ed è in questo Spirito di condivisione e non di individualismo che quest’anno le famiglie schoenstattiane pregheranno in comunione con tutti, questa preghiera del padre fondatore:

Grato, offro questi doni del tuo amore,

E li metto nelle tue mani o buona madre.

Ti chiedo dal profondo del cuore:

Insegnami a condividerli

Per onorarti e rallegrarti.

O Madre, t’invitiamo:

vieni tra noi con il Signore,

tu mediatrice di grazie e di doni!

Unisci e rafforza il legame familiare,

da luogo a luogo, da cuore a cuore”.

di Marie- christine J.

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