Uccio De Santis “Far ridere i malati a Lourdes è stata un esperienza bellissima”

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Uccio De Santis è un attore comico, ed un personaggio televisivo dell’amato sud. Lo abbiamo visto più volte all’opera in varie trasmissioni locali pugliesi e nazionali, ha sempre strappato una risata. Ma lo abbiamo visto recitare anche in un episodio di Rex e Un medico in famiglia. Ma soprattutto è impegnato con la nuova serie del Mudù in onda su Telenorba e Teledue.

Uccio è sposato ed ha due figli. Lo abbiamo intervistato sul suo recente pellegrinaggio a Lourdes.

Recentemente sei stato a Lourdes con l’Unitalsi. Cosa ti ha spinto a fare quest’esperienza e da dove nasce la devozione per la Madonna di Lourdes?

Sono stato la prima volta a Lourdes, 3 anni fa e sono ritornato recentemente, è stata una bellissima esperienza sin dalla prima volta. Sono riandato a Lourdes ben volentieri, è un momento anche per potersi isolare e pensare a quello che hai fatto e che potresti fare, per una persona credente come me è il minimo.

Oltre ad isolarti, è bellissimo il poter dare una mano a chi soffre più di te e quindi contribuire a dare una mano alla gente che soffre.

La cosa più bella è donare loro un sorriso e questo lo abbiamo fatto anche con il nostro spettacolo in Basilica, nell’ultima sera del nostro pellegrinaggio, è stato uno spettacolo difficile perché comunque è avvenuto dentro una chiesa, ed ho dovuto fare una selezione del materiale a mia disposizione. La grande soddisfazione è vedere la gente divertita, soprattutto le persone in carrozzina e nelle barelle.

Qual è il tuo rapporto con la fede e la preghiera?

La preghiera nella mia vita, quotidianamente c’è. Mi sono confessato a Lourdes, e sono sincero non lo facevo da 4 anni e non è una cosa bella, però quando entro in una chiesa faccio la mia preghiera e sto bene. Ringrazio Dio la mattina e la sera.

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A messa vado tutte le domeniche, diciamo che la mia fede è personalizzata ma sento di fare del bene comunque.

Il tuo lavoro è fare comicità, regalare risate. Pensi che essere comico nell’anima sia una sorta di vocazione?

Far ridere le persone è difficile però dico sempre che fino a quando ci riesco, continuerò. Tanti dicono che è più facile far piangere che far ridere ed infatti è così.

Non è semplice ma io ci riesco in maniera naturale, rimanendo me stesso. Sicuramente far ridere è una sorta di vocazione ma la soddisfazione più grande è quando il pubblico mi ringrazia per avergli donato un sorriso riuscendo a fargli dimenticare per qualche ora, i problemi quotidiani.

Quanto conta la famiglia nelle tue scelte?

E’ importante che la famiglia ci sia sempre e nelle scelte dicono che sono testardo, anche quando sbaglio. Le scelte sono molto personali specialmente quelle di lavoro. Ho chiesto dei consigli anche a mia figlia che studia cinema a Los Angeles, ma anche lei chiede consigli a me. Credo che gli errori comunque fanno crescere.

 Servizio di Rita Sberna