“Una voce per Padre Pio” : aiutiamo un ospedale in Costa D’Avorio

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Il 23 luglio in prima serata su Rai Uno, si è svolta la 17° edizione di “Una voce per Padre Pio” evento organizzato dal produttore televisivo e cantautore Enzo Palumbo che abbiamo intervistato.

L’evento ha un fine benefico: aiutare un ospedale in Costa D’Avorio.

Per dare il proprio contributo economico basta telefonare o mandare un sms al 45501.

 

La 17° edizione di “Una  voce per Padre Pio” è stata organizzata per aiutare un ospedale in Costa D’avorio …

Esatto, ogni anno ritorniamo con degli obiettivi molto ambiziosi. Quest’anno (cristianamente parlando) abbiamo esagerato un po’ perché contiamo tanto sulla provvidenza e sulla carità cristiana per replicare un miracolo già fatto da Padre Pio nel 1956.

La Costa D’Avorio oggi è lo specchio dell’Italia degli anni 40- 50, dove la sanità pubblica era inesistente.

Ancora oggi, nel 2016 in questo paese chi ha un minimo di risorse economiche può avere accesso alle cure, chi non ha la disponibilità non ha la possibilità di curarsi.

Ho sperimentato ed ho visto delle immagini terribili, come la disperazione dei genitori nel vedere morire i propri figli proprio perché non hanno avuto la possibilità di curarli.

 

Quali sono i progetti, che nel corso degli anni, sono nati in Costa D’Avorio?

In Costa D’Avorio, abbiamo già attive molte strutture. Siamo un organismo internazionale ben riconosciuto dal Governo col quale collaboriamo spesso. Ultimamente è stato sgominato un traffico di bambini, ed il Ministro per la Protezione dell’infanzia, ha ritenuto opportuno per salvaguardare i bambini, appoggiarsi in una delle nostre strutture.

Abbiamo aperto una casa famiglia, un orfanotrofio, 2 villaggi per bambini handicappati, un auditorium, una sala di accoglienza, abbiamo rimesso a nuovo un ospedale che è specializzato solo nell’ortopedia.

Abbiamo anche operato in Madagascar.

Devo dire che senza la generosità degli italiani non avremmo potuto realizzare nulla e tanta gente continuerebbe a vivere nella sofferenza. Cerchiamo di aiutare nel nostro piccolo i bisognosi.

 

Nel corso della tua carriera artistica, è stata sempre presente la figura di Padre Pio. Quando e come è nata in te la devozione al frate di Pietralcina?

Nasce in seguito ad  un incidente traumatico che ho avuto nel 2000.

All’epoca vivevo a Milano, ed ero appena sceso in Puglia per far visita ai miei genitori, ed ebbi un incidente bruttissimo: investii un cane con la ruota posteriore della mia auto, ed uscii fuori strada ad una velocità molto elevata.

Pur andando a 200 Km di velocità, uscii dalla macchina illeso, e da lì sono nate una serie di coincidenze e situazioni che mi hanno portato a lasciare Milano per andare a vivere a San Giovanni Rotondo.

Da quell’episodio è cominciato il mio percorso che in qualche modo mi ha portato a sapermi donare agli altri ed a non pensare sempre e solo a me stesso.

Tra le altre cose, è nato così l’evento “Una voce per Padre Pio” . Dopo l’incidente pregai davanti la tomba di Padre Pio, ed il giorno dopo scrissi questo progetto dedicato a lui.

In quel periodo mi occupavo di moda, stavo sempre davanti alle telecamere, ma in quel caso dovevo stare dietro la telecamera e così mandai un fax al Direttore di Rai Uno e dopo 3 – 4 giorni ricevetti la risposta del Direttore della Rai che era interessato al mio progetto.

 

Oramai da anni aiuti i bambini delle terre bisognose. Qual è la cosa più preziosa che in questi anni di beneficenza, sono riusciti a trasmetterti?

Sono riusciti a trasmettermi la gioia della vita! E’ facile gioire quando si ha tutto ma saper gioire quando non si ha niente credo che sia il dono più prezioso che esista al mondo.

Vedere la gioia negli occhi di questi bambini che si accontentano del nulla, che riescono a gioire per un copertone di una bicicletta o per delle cose che per noi sono inutili … ci insegna che basta poco per essere sereni e per vivere una vita dignitosa.

Noi oggi siamo molto distratti, non esiste più il contatto umano a causa dei telefonini e della tecnologia mentre loro ancora si guardano negli occhi e comunicano.

 

Servizio di Rita Sberna

 

Ogni giorno è un giorno in più per amare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere” San Pio