15 settembre: preghiera e digiuno oltre i muri dell’indifferenza

Il 15 settembre prossimo, la Diocesi di Roma ha indetto una giornata di preghiera e digiuno per l’Afghanistan rispondendo all’appello del Santo Padre del 29 agosto scorso (durante l’Angelus):

Cari fratelli e sorelle, seguo con grande preoccupazione la situazione in Afghanistan. In momenti storici come questo non possiamo rimanere indifferenti, la storia della Chiesa ce lo insegna. Come cristiani questa situazione ci impegna. Per questo rivolgo un appello, a tutti, a intensificare la preghiera e a praticare il digiuno. Preghiera e digiuno, preghiera e penitenza. Questo è il momento di farlo. Sto parlando sul serio: intensificare la preghiera e praticare il digiuno, chiedendo al Signore misericordia e perdono”.

Come comunica il vicereggente Monsignor Gianpiero Palmieri nella sua lettera del 3 settembre 2021 “il dramma del popolo afghano” “è sotto gli occhi di tutti noi”, e molte famiglie afghane necessitano della nostra accoglienza e solidarietà. Siamo tutti invitati “come Popolo di Dio” a unirci in preghiera alle 21 per chiedere l’intercessione di Maria (nella ricorrenza di Maria Addolora). Monsignor Palmieri sarà in collegamento nella Parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio.

Questo 8 settembre la Caritas di Roma ha anche richiesto l’aiuto delle parrocchie nel “verificare la disponibilità di alloggi” “per la gestione in concreto dell’ospitalità delle famiglie afghane”.

Anche sul territorio nazionale si può vedere una vera catena umana di solidarietà (Croce rossa, comunità cristiane e non che si adoperano per dare il loro contributo).

Tuttavia è importante prendere coscienza che oltre, l’Afghanistan, non finisce tutto qui. L’Europa e il mondo stanno cambiando: le crisi (causate da guerre, povertà, criminalità…) e le migrazioni, sono preoccupazioni epocali e devono essere gestite come tali dai governi.

Purtroppo mancano, a livello internazionale e nazionale, azioni concrete per fronteggiare tali sfide.

Abbiamo visto come nuovi muri si stanno innalzando velocemente ai confini della Grecia, della Turchia, della Polonia, della Lituania, dell’Ungheria, dell’Austria…per paura o per egoismo.

Questa sarebbe la risposta della nostra umanità a chi soffre e scappa dalla tirannia?

Magari aprissimo il cuore e non rimanessimo sordi alle grida di tanti nostri fratelli…e pregassimo, questo ci aiuterebbe ad andare oltre il muro dell’indifferenza con amore gratuito, senza paura.

Ovviamente di pari passo è necessaria l’attuazione di politiche serie e strutturate da parte delle nostre istituzioni per rispondere in maniera adeguata al bene di tutti.

Un’altra notizia importante da ricordare è il progetto “The Walk” ideato per sensibilizzare al problema dei rifugiati (in particolare minori). La Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha accolto l’iniziativa ed è così che la marionetta Amal (alta 3,5 metri) arriverà in piazza San Pietro venerdì 10 settembre.

Questa statua dalle sembianze di una bambina rifugiata di 9 anni, gira l’Europa come fanno tanti rifugiati.

È partita il 27 luglio da Gaziantep, al confine turco-siriano, girerà l’Italia (dal 7 al 19 settembre) e l’Europa per poi arrivare a Manchester, nel Regno Unito.

Questo 15 settembre preghiamo con amore e un cuore aperto alla misericordia:

Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi’. Allora i giusti risponderanno: ‘Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?’. Rispondendo, il re dirà loro: ‘In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. (Mt 25, 31-40)

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