La puntata affronta un tema delicato ma fondamentale: gli abusi sessuali nella Chiesa. L’obiettivo è chiarire ciò che spesso viene distorto da un certo giornalismo che generalizza e dipinge la Chiesa come un’istituzione immobile o complice, ignorando invece i passi concreti compiuti negli ultimi decenni.

L’ospite, il giornalista Gelsomino Del Guercio di Aleteia, ricorda che la Chiesa non ha mai negato il problema e, anzi, ha risarcito in modo significativo molte vittime, soprattutto negli Stati Uniti. Vengono citati casi come Los Angeles, Minneapolis e Brooklyn, dove sono stati versati milioni di dollari per riconoscere il dolore subito.

Dal 2001, con Giovanni Paolo II, e poi con Benedetto XVI, la Chiesa ha introdotto linee guida severe per affrontare gli abusi. Nel 2011 una circolare del cardinale Levada rafforza il ruolo del vescovo, che non può più essere passivo: deve ascoltare le vittime, collaborare con le autorità civili e applicare il diritto canonico con rigore. Le conferenze episcopali di tutto il mondo hanno poi adattato queste indicazioni ai propri contesti.

Alcuni paesi – come Stati Uniti, Germania, Australia, Islanda e Inghilterra – hanno registrato un calo drastico dei casi grazie a protocolli chiari, trasparenza e formazione. Le vittime, in questi contesti, sanno esattamente a chi rivolgersi e come denunciare.

In Italia, la CEI ha creato il Servizio per la tutela dei minori, puntando su prevenzione, ascolto e formazione. In regioni come l’Emilia-Romagna sono nate équipe di laici preparati a collaborare con le diocesi. Anche don Fortunato Di Noto, da anni impegnato contro la pedofilia, insiste sull’importanza di coinvolgere i laici senza lasciare soli i sacerdoti.

I dati mostrano che gli abusi sono in forte calo dal 2002, e molti scandali emersi oggi riguardano fatti avvenuti tra gli anni ’40 e ’90. Meno dell’1% dei sacerdoti nel mondo è stato condannato in via definitiva.

Viene ricordato anche l’intervento del cardinale Bassetti al Sinodo: la Chiesa è un corpo unico, e se soffre un membro soffre tutta la comunità. Per questo servono trasparenza, collaborazione con le autorità e una seria selezione dei candidati al sacerdozio.