Anche la piccola Kaila è morta come Alfie a Liverpool

Ancora siamo tutti scossi dalla morte del piccolo Alfie ma purtroppo non è l’unico bambino morto a causa della privazione di alimentazione, idratazione e ventilazione e con l’ausilio di sedativi letali.

C’è anche una bimba di nome Kaila, morta anche lei a Liverpool. La mamma, Katie Roy, ha altri due bambini ed ha rilasciato un’intervista a La Nuova Bussola quotidiana, la sua bimba soffriva della sindrome di Edwards.

Ecco ciò che racconta Katie nell’intervista a LNBQ: “La piccola Kaila (nella foto a sinistra) è nata al Liverpool Women’s Hospital il 10 febbraio di quest’anno. Alla nascita aveva alcuni problemi, ma non abbiamo capito cosa avesse se non dopo 10 giorni, quando scoprimmo che era affetta dalla sindrome di Edwards. I medici ci dissero che questa sindrome era incompatibile con la vita e che saremmo stati trasferiti in un ospedale dove la nostra bambina avrebbe ricevuto le cure palliative. 

Prima della diagnosi ha ricevuto tutti i trattamenti di cui aveva bisogno: la ventilazione, l’ossigeno, l’idratazione, i monitoraggi. Dopo, l’ospedale sospese tutti i trattamenti. Ho discusso con i medici e ho ottenuto almeno il mantenimento dell’ossigeno. Kaila aveva bisogno di essere operata al cuore per continuare a vivere, ma sia il Liverpool Women’s Hospital, sia l’Alder Hey Hospital si sono rifiutati di intervenire per via della malattia di mia figlia.

La bambina è rimasta senza nutrizione né idratazione per tre settimane, il Midazolam (un potente sedativo) le è stato prescritto e somministrato due volte nell’arco delle tre settimane. L’unica cosa che ho potuto fare è stata darle un po’ di latte materno. Ne riceveva 5 millilitri ogni 3 ore, il tempo che ci metteva ad assorbirlo. Avrebbero dovuto nutrirla attraverso un tubo da applicare all’intestino (Pej) o attraverso una flebo ma non hanno voluto farlo.”

Questo è uno stralcio dell’intervista fatta alla mamma della piccola Kaila, ma temiamo che la storia possa ripetersi dopo Alfie con altri bambini. Qualcuno dovrà pure fermare questo scempio!

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Rita Sberna