Angelus: “La differenza cristiana” amare i propri nemici, non è’ un’optional è un comando

Amare i nemici “non è un optional, è un comando. Non è per tutti, ma per i discepoli”. L’ha detto Papa Francesco durante l’Angelus di oggi.

Amare i nemici , un comando oltre le nostre possibilita’

Gesu’,ci spiega Papa Francesco, sa benissimo che amare i nemici va al di là delle nostre possibilità, ma per questo si è fatto uomo: non per lasciarci così come siamo, ma per trasformarci in uomini e donne capaci di un amore più grande, quello del Padre suo e nostro. Questo è l’amore che Gesù dona a chi “lo ascolta”. E allora diventa possibile! Con Lui, grazie al suo amore, al suo Spirito noi possiamo amare anche chi non ci ama, anche chi ci fa del male.

Trionfo dell’amore di Dio in ogni cuore

Gesù vuole che in ogni cuore l’amore di Dio trionfi sull’odio e sul rancore. La logica dell’amore, che culmina nella Croce di Cristo, è il distintivo del cristiano e ci induce ad andare incontro a tutti con cuore di fratelli. Ma come è possibile superare l’istinto umano e la legge mondana della ritorsione?, si è chiesto Papa Francesco. La risposta la dà Gesù nella stessa pagina evangelica: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso»

Diventare figli di Dio e assomigliare sempre di piu’ al Padre che è nei Cieli

Chi ascolta Gesù, chi si sforza di seguirlo anche se costa, diventa figlio di Dio e comincia a somigliare davvero al Padre che è nei cieli. Diventiamo capaci di cose che mai avremmo pensato di poter dire o fare, e di cui anzi ci saremmo vergognati, ma che invece adesso ci danno gioia e pace. Non abbiamo più bisogno di essere violenti, con le parole e i gesti; ci scopriamo capaci di tenerezza e di bontà; e sentiamo che tutto questo non viene da noi ma da Lui!, e dunque non ce ne vantiamo, ma ne siamo grati.

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Perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato…

Dobbiamo perdonare perché Dio ci ha perdonato e ci perdona sempre. Se non perdoniamo del tutto, non possiamo pretendere di essere perdonati del tutto. Invece, se i nostri cuori si aprono alla misericordia, se si suggella il perdono con un abbraccio fraterno e si stringono i vincoli della comunione, proclamiamo davanti al mondo che è possibile vincere il male con il bene.

No ai “collezionisti di ingiustizie”

A volte per noi è più facile ricordare i torti che ci hanno fatto e i mali che ci hanno fatto e non le cose buone; al punto che c’è gente che ha questa abitudine e diventa una malattia. Sono “collezionisti di ingiustizie”: ricordano soltanto le cose brutte che hanno fatto. Noi ,dice Papa Francesco, dobbiamo rivoluzionare questi discorsi ricordando le cose buone e quando qualcuno viene con una chiacchiera, e parla male dell’altro, dire: “Ma sì, forse…ma ha questo di buono…”. Rovesciare il discorso. Questa è la rivoluzione della misericordia.

Tema della protezione sui Minori

Questa mattina,ci riferisce Papa Francesco, si è concluso qui in Vaticano un Incontro molto importante sul tema della Protezione dei minori. Erano convocati i Patriarchi, i Presidenti di tutte le Conferenze Episcopali, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche, i Rappresentanti dei Superiori e delle Superiore delle Congregazioni religiose e diversi miei Collaboratori nella Curia Romana. Noi Pastori delle Comunità cattoliche in tutto il mondo abbiamo ascoltato la voce delle vittime, abbiamo pregato e chiesto perdono a Dio e alle persone offese, abbiamo preso coscienza delle nostre responsabilità, del nostro dovere di fare giustizia nella verità, di rifiutare radicalmente ogni forma di abuso di potere, di coscienza e sessuale.

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Infine ha rivolto un saluto ai pellegrini di Roma, dell’Italia e di diversi Paesi, i fedeli della diocesi di Sevilla, quelli di Trieste, Agropoli e Venegono Inferiore, il gruppo venuto in occasione della “Giornata delle malattie rare” auspicando che i pazienti e le loro famiglie siano adeguatamente sostenuti nel non facile percorso, sia a livello medico che legislativo.