Apparizioni a Ghiaie di Bonate: un caso scomodo – Intervista al Prof. Lombardoni

Apparizioni a Ghiaie di Bonate: un caso scomodo – Intervista al Prof. Lombardoni

Intervista al Professor Alberto Lombardoni che da ben 18 anni studia il caso delle apparizioni mariane a Ghiaie di Bonate in provincia di Bergamo. Il Professor Lombardoni, negli anni, ha accumulato tutta la documentazione originale e molte informazioni sulle apparizioni, le ha riportate in un libro: “Non mi hanno voluta! Le apparizioni di Ghiaie di Bonate, un caso scomodo!”, in due volumi, Edizioni Segno.
Tali apparizioni vennero definite “L’epilogo di Fatima”. La Madonna apparve a una piccola ragazza di 7 anni, Adelaide Roncalli, per ben 13 volte consecutive divise in 2 cicli: dal 13 al 21 maggio e dal 28 al 31 maggio del 1944.
La Madonna fra i tanti messaggi disse alla fanciulla: “Soffrirai molto, ma non piangere perché dopo verrai con me in paradiso. In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire”.

Professor Lombardoni, perché furono un caso scomodo le apparizioni di Ghiaie di Bonate?
Le apparizioni di Ghiaie di Bonate sono avvenute nel maggio 1944. Eravamo in pieno conflitto mondiale. I Nazisti avevano concentrato a Bergamo e d’intorni parecchi centri strategici. Durante i giorni delle 13 apparizioni si concentrarono a Ghiaie di Bonate circa 1.500.000 persone e, tra il maggio e l’agosto, ne giunsero circa 3.500.000. Le strade erano bloccate, i pochi treni e i mezzi di comunicazione erano colmi di gente. Era sorto un grosso problema d’ordine pubblico. Le truppe nemiche non potevano muoversi, gli alleati ne approfittavano per fare dei lanci di paracadutisti e di materiale bellico ai partigiani.
La Madonna aveva annunciato che la pace sarebbe giunta presto, tra due mesi, un giovedì di luglio, se tutti facevano penitenza, altrimenti entro poco meno di due anni. In previsione della pace imminente annunciata a Ghiaie, cominciarono le diserzioni tra le truppe.
Inoltre, alcuni sacerdoti bergamaschi, mesi prima delle apparizioni, erano stati arrestati e rischiavano la deportazione in Germania per aver aiutato i Partigiani. Il Vescovo di Bergamo, mons. Bernareggi, era molto preoccupato perché, tra il 28 e il 31 maggio 1944, aveva ricevuto delle pressioni politiche e militari perché si mettesse fine a quelle apparizioni. Per timore di rappresaglie, il 31 maggio, per tre volte, sollecitò la bambina a chiedere alla Madonna di non comparire più.
Anche Hitler s’interessò personalmente della vicenda a causa della predizione della fine della guerra quel giovedì di luglio e ordinò di cercare la piccola veggente e rapirla.
Per l’inquisitore don Luigi Cortesi, Adelaide era diventata un pericolo per la purità della Fede e doveva essere neutralizzata. Quei giorni, le chiese di Bergamo si erano svuotate. Tutti erano a Ghiaie di Bonate vicino alla bambina prediletta dalla Madonna. A certi ecclesiastici, questo non faceva piacere perché avevano perso il controllo della situazione e il potere sui fedeli.
Ghiaie è un caso scomodo per la Chiesa perché ci sono stati scandali ed errori vistosi che non si vogliono riconoscere e poi perché, ancora oggi, si vuol ancora coprire l’opera negativa dell’inquisitore don Luigi Cortesi.

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La Chiesa ha riconosciuto la veridicità di queste apparizioni?
Il caso Ghiaie non è chiuso come alcuni vorrebbero farlo credere. Nel 1948, il Vescovo mons. Bernareggi emise un decreto “non costa”, lasciando aperto il caso. In quel momento non c’erano abbastanza elementi per approvare le apparizioni.
Alloro c’erano tre formule da adottare: “consta della soprannaturalità”: esito positivo, l’apparizione è riconosciuta; “consta che non esiste soprannaturalità”: il caso è chiuso; “non consta della soprannaturalità”: non ci sono abbastanza elementi per approvare, il caso rimane aperto.
Tra l’altro, nel decreto del 1948, il Vescovo aveva anche scritto che non escludeva che a Ghiaie di Bonate fossero avvenute “non ordinarie grazie e guarigioni”.
L’intenzione del Vescovo era di lasciare decantare le cose e riprendere in mano il caso dopo dieci anni. Purtroppo mons. Bernareggi morì prima.
Il 31 maggio 1944, la Madonna disse ad Adelaide: “Prega per il Papa e digli che faccia presto perché voglio essere premurosa per tutti in questo luogo”. Seguendo le parole della Madonna sembra quindi che toccherà al Papa risolvere il caso Ghiaie. Speriamo!