L’intervista presenta la missione e le attività dell’associazione “Difendere la Vita con Maria”, fondata tra il 1999 e il 2000 su impulso di don Maurizio Gagliardini. L’associazione nasce per dare una degna sepoltura ai bambini non nati, in collaborazione con ospedali, istituzioni sanitarie e pastorale della vita.

Origini dell’associazione

  • L’idea nasce da richieste di alcune donne di Novara riguardo alla sorte dei resti dei bambini abortiti.
  • Una circolare ministeriale del 1988 riconosceva che trattare quei resti come rifiuti “urta contro il senso comune”.
  • Il magistero di Giovanni Paolo II, in particolare Evangelium Vitae, ribadisce che gli embrioni e i feti sono persone e meritano sepoltura.
  • Con il sostegno del vescovo di Novara, mons. Corti, l’associazione avvia convenzioni con gli ospedali per recuperare i resti dei bambini non nati.

Promozione della cultura della vita

L’associazione promuove la cultura della vita attraverso:

  • L’atto di pietà della sepoltura, che testimonia la dignità della persona fin dal concepimento.
  • La contestazione dell’idea che l’embrione sia “solo un grumo di cellule”.
  • Il richiamo costante al magistero della Chiesa e ai documenti come Dignitas Personae.

Supporto alle donne e agli uomini

  • L’associazione gestisce un numero verde nazionale, “Fede Terapia”, che accoglie:
    • donne in difficoltà prima dell’aborto,
    • persone che soffrono dopo un aborto volontario o spontaneo,
    • uomini che vivono dolore, senso di colpa o esclusione.
  • Viene offerto un percorso di accompagnamento psicologico e spirituale, con l’aiuto di professionisti e volontari.

Aspetti giuridici

  • Il DPR 285/1990, art. 7, permette ai genitori o ai familiari di richiedere i resti del bambino per la sepoltura.
  • Se entro 24 ore non arriva una richiesta, l’ospedale decide se trattare i resti come rifiuti o affidarli a enti convenzionati per la sepoltura.
  • L’avvocato Ferri denuncia la contraddizione tra la tutela della privacy e la mancanza di tutela della dignità del bambino non nato.

Esperienze e testimonianze

L’intervista riporta numerosi episodi:

  • sofferenza di genitori che hanno perso un figlio per aborto spontaneo;
  • dolore di donne che, dopo un aborto volontario, comprendono la gravità della scelta;
  • testimonianze di uomini che vivono un lutto spesso ignorato;
  • casi in cui i resti dei bambini vengono trattati come rifiuti ospedalieri, generando traumi nelle famiglie.

Riflessione teologica

  • L’associazione studia lo statuto dell’embrione umano sotto vari profili: teologico, giuridico, antropologico, biologico.
  • Viene citata la riflessione di mons. Lafitte sulla Visitazione, come conferma della dignità personale dell’embrione.
  • Mons. Brambilla sottolinea la necessità di accompagnare le persone verso una pacificazione tra cielo e terra dopo l’aborto.

Evangelium Vitae

  • L’enciclica è il “faro” dell’associazione.
  • Giovanni Paolo II invita a una preghiera universale per trasformare la cultura della morte in cultura della vita.
  • Al n. 99 si rivolge alle donne che hanno abortito, indicando la via della riconciliazione e della misericordia.

Appello finale

L’avvocato Ferri conclude invitando:

  • le donne a non sentirsi sole e a cercare aiuto;
  • gli uomini a tornare ad essere custodi della vita e della famiglia, sull’esempio di san Giuseppe.