Beata Giuseppina De Micheli : il volto di Dio

Giuseppina De Micheli nacque a Milano l’11 settembre 1890. Entrata tra le suore Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires, che curavano l’oratorio femminile della sua parrocchia, San Pietro in Sala, prese il nome di suor Maria Pierina. Rivestì numerosi incarichi di responsabilità nella sua Congregazione, ma è più nota per le apparizioni che ricevette e per la diffusione della medaglia del Santo Volto, che le venne presentata in visione dalla Vergine Maria. Morì di tifo il 26 luglio 1945, a Centonara d’Artò. Dichiarata Venerabile con decreto di papa Benedetto XVI il 17 dicembre 2007, è stata proclamata Beata il 30 maggio 2010. Le sue spoglie mortali sono conservate dal 2007 nella cappella dell’Istituto Spirito Santo a Roma.La sua memoria liturgica, per la diocesi di Novara e per le Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires, cade l’11 settembre.

Quando si parla di Santo Volto , il mio cuore viene trasportato da una fortissima emozione , probabilmente perché la mia preghiera frequente la prendo proprio dalla Sacra Scrittura nei salmi dove si esorta il Signore con queste parole :”il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto,non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.” Cercare il volto di Dio è la missione di ogni cristiano , ecco perché sempre affermo che il cristianesimo è una continua caccia al TESORO , che altro non è che il volto di Dio. Siamo pellegrini su questa terra , in cammino verso una meta precisa che è l’eternità e la vita eterna , ma ciò che ci fa pregustare la gloria futura è proprio l’incontro con il volto di un uomo-dio che si è lasciato umiliare , sputare per ridonare a noi suoi figli la dignità persa con il peccato. Dio ci ha donato attraverso la sua dolorosissima passione e la sua predicazione  , oltre che l’immenso dono della Redenzione e della Verità , all’uomo schiavo del peccato e scartato dalla società , ha voluto donare  un nome , un volto , una dignità in una comunità che schiacciava gli oppressi e che allontanava i malati . Ecco perché nel suo santo volto deturpato , oltre che vedere il volto dell’Amore e dell’unico Dio, dobbiamo intravedere il volto del fratello o della sorella che per problemi economici , fisici o spirituali sono scartati , emarginati , vilipesi . Il volto di Dio è soprattutto l’Eucarestia , e in modo particolare mentre il sacerdote mostra all’assemblea il corpo di Cristo dopo la consacrazione del pane , lì il nostro sguardo si incontra con il suo sguardo tanto da formare un ponte fra cielo e terra . Mi piace pensare che il nostro rapporto con Dio , si basi su un incontro di sguardi , con lo Sguardo che risana , illumina , santifica. L’incontro con quello sguardo che scaturisce dal volto del Signore Gesù, sa trasformare i tanti sguardi invidiosi e maliziosi che il mondo ci dona gratuitamente e che spesso anche noi doniamo agli altri perché non riusciamo  a intravedere nel volto del fratello il volto stesso di Dio. Quando viviamo momenti di prova , di scoraggiamento e di persecuzione che caratterizzano il nostro cammino , dovremmo cercare di intravedere , tra le vicende della vita , tra le relazioni , anche nel creato , il volto di Dio, quel volto che sa illuminare le tenebre più fitte. Se nella nostra anima è impressa l’immagine di Gesù come sul telo della Veronica , nessuna tenebra entrerà nella nostra anima , il peccato sarà trasformato in grazia e tutta la sofferenza sarà mutata in gioia di resurrezione , ma per vivere ciò bisogna cercare questo tesoro , questo incontro di sguardi altrimenti preferiremo incontrare il nostro sguardo davanti allo specchio della superbia , non ci sarà spazio per l’incontro con un volto che cambia e i nostri vuoti diverranno burroni. Sta a noi la scelta! Tutto si basa su quale volto vogliamo incontrare .

Francesco Pio Petrachi

Per entrare meglio nel mistero