Charles de Foucauld : adorare Gesù nel tabernacolo

Charles-Eugène de Foucauld nacque il 15 settembre 1858, a Strasburgo. Visse una giovinezza scapestrata. Si riavvicinò al cristianesimo e si convertì radicalmente, accettando di accostarsi per la prima volta al sacramento della confessione. Deciso a «vivere solo per Dio», entrò dapprima tra i monaci trappisti, ma ne uscì dopo alcuni anni per recarsi in Terra Santa e abitarvi come Gesù, in povertà e nascondimento. Ordinato sacerdote, con l’intento di poter celebrare e adorare l’Eucaristia nella più sperduta zona del mondo, tornò in Africa, si stabilì vicino a un’oasi del profondo Sahara, indossando una semplice tunica bianca, sulla quale aveva cucito un cuore rosso di stoffa, sormontato da una croce.Vi trascorse tredici anni occupandosi nella preghiera (a cui dedicava undici ore al giorno). La sera del primo dicembre 1916, la sua abitazione – sempre aperta a ogni incontro – fu saccheggiata da predoni. Presso il suo cadavere fu ritrovata la lunula del suo ostensorio, quasi per un’ultima adorazione.

Carissimi fratelli in Cristo , in cammino con i santi stiamo incontrando sempre di più un Gesù vivo e vero , che nelle vicende lieti e tristi della vita di uomini e donne disponibili ad accogliere il suo sogno per la loro vita, si rende presente consolando , guarendo e trasfigurando. Oggi vedendo la vita del Beato Carlo di Gesù , vogliamo comprendere l’importanza  dell’adorazione eucaristica . Molti di noi  cristiani praticanti, come ci definiamo,  operano in parrocchia con grande frequenza , vivono la messa quotidiana o almeno domenicale , ma chi di noi si ferma , se non ogni giorno , abitualmente davanti a Gesù sacramentato ? Si , perché il grosso rischio è quello di fare e impegnarsi nelle nostre comunità o semplicemente nelle nostre famiglie e perdere di vista il senso di quello che stiamo facendo . Un po’ quello che accade nella casa di Betania quando Marta presa dalle faccende quotidiane per l’ospite  , si dimentica di entrare in relazione , di accogliere nel proprio cuore la presenza dell’ospite stesso. Senza adorazione eucaristica non c’è chiesa e proprio in questi giorni che sono ad Assisi osservo anche la testimonianza di Carlo Acutis che diceva che l’eucarestia è la sua autostrada verso il cielo. Anche io noto che da quando sosto almeno un quarto d’ora davanti a Gesù nel tabernacolo per adorarlo , ringraziarlo e per entrare in relazione con la sua voce viva e operante nell’anima , la mia vita personale , famigliare , comunitaria e spirituale è cambiata perché in tutto metto la pace e l’amore profondo che contemplo e attingo davanti al tabernacolo. Proprio ieri trovandomi davanti a Lui ho detto :”Signore grazie perché mi fai vivere, attraverso la tua presenza eucaristica ,il paradiso già qui sulla terra”. Provate carissimi a vivere qualche istante davanti al Santissimo e vedrete , sentirete questa pace profonda  e vera che vi trapassa l’anima e te la cambia .  Lo stesso Charles de Foucauld afferma :” Il migliore, il vero infinito, la vera pace, sono ai piedi del divin tabernacolo.“ Spesso ci lamentiamo e gridiamo a Dio :”Dove sei ?” senza sapere che la risposta è sull’altare ogni giorno tra le mani sacerdotali ed è custodita in ogni momento della giornata nel tabernacolo dove è la fonte della speranza . Pensate : il cielo intero non può contenere Dio , ma lui si lascia ospitare in un piccolo spazio chiuso a chiave. Questo è l’incarnazione dell’amore che non teme di abbassarsi per toccare il nostro cuore , per accogliere il suo grido inascoltato e per trasformarlo in giubilo di resurrezione . Gesù lì è trasfigurato come sul monte Tabor e l’invito del padre è di ascoltare la sua volontà  in un’apertura del nostro cuore totale , in un’adorazione silenziosa o meditata capace di dilatare la nostra anima per renderla partecipe della stessa semplicità , disponibilità , luminosità e dolcezza che si cela dietro il pane di vita eterna, come cantiamo nel canto: “Pane del cielo sei tu Gesù , via d’Amore tu ci fai come te”.Andiamo ai piedi del tabernacolo e troveremo un amico a cui confidare i nostri timori e un padre che ci accoglie e che ci dona speranza e consigli per la vita quotidiana , che ci fanno partecipare alla sua eredità già qui su questa terra: il cielo perché lì dove c’è Dio , c’è cielo. Ora sta a noi avere l’ umiltà  di piegare le nostre ginocchia davanti al tabernacolo , di aprire il nostro cuore e di ascoltare quella voce che cambia tutto dentro di noi , prima che fuori di noi.

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Francesco Pio Petrachi 

Per entrare dentro il mistero