L’intervista affronta il dibattito sul DDL Zan (contro omotransfobia, misoginia e abilismo), evidenziando le preoccupazioni del mondo cattolico e delle associazioni pro-family riguardo ai possibili effetti della legge su libertà di espressione, educazione e associazione.
Punti principali espressi da Jacopo Coghe
1. Criticità del testo di legge
Coghe definisce il DDL un “mostro giuridico” perché:
- crea categorie privilegiate (omosessuali, bisessuali, transessuali) rispetto ad altre forme di discriminazione (disabilità, obesità, ecc.);
- esistono già norme che puniscono violenze e discriminazioni (es. legge Mancino);
- rischia di punire opinioni e idee, non solo atti violenti.
2. Rischio per la libertà di espressione religiosa
Secondo Coghe:
- sacerdoti, catechisti e fedeli potrebbero essere accusati di omofobia semplicemente citando il Catechismo o San Paolo;
- nel precedente DDL Scalfarotto era stata inserita una “clausola salva-vescovi”, assente nel DDL Zan, segno che il rischio era reale.
3. Libertà educativa e scuole
Uno dei punti più contestati è l’istituzione della Giornata nazionale contro omofobia, bifobia e transfobia, con attività obbligatorie nelle scuole:
- associazioni LGBT potrebbero entrare nelle classi, anche elementari, per spiegare concetti legati a orientamento e identità di genere;
- per Coghe questo rappresenta un’ingerenza nella libertà educativa dei genitori e un ritorno dell’“ideologia gender”.
4. Libertà di associazione
Coghe teme che:
- associazioni come Pro Vita & Famiglia possano essere perseguite per campagne contro adozioni gay o GPA;
- in alcune versioni del testo era prevista un’aggravante per chi dirige associazioni considerate “omofobe”.
5. Clima sociale e “schedature”
Viene citata un’applicazione che segnala in rosso profili ritenuti omofobi, come esempio del clima di tensione e polarizzazione.
6. Mobilitazione pubblica
Coghe invita:
- a informare, formare e diffondere consapevolezza;
- a partecipare a manifestazioni e flash mob;
- a mantenere alta l’attenzione soprattutto durante l’iter parlamentare.
7. Situazione politica
- Alla Camera, secondo Coghe, la legge potrebbe passare facilmente.
- Al Senato la partita è più aperta.
- Critica il fatto che, in un momento di crisi economica post-pandemia, il Parlamento si concentri su questa legge.
8. Finanziamenti alle associazioni LGBT
Coghe denuncia che, tramite un emendamento nel “Decreto Rilancio”, sarebbero stati stanziati 4 milioni di euro per progetti legati alla prevenzione dell’omofobia.
9. Esempi dall’estero
Coghe cita:
- una direttrice scolastica britannica portata in giudizio per non aver usato pronomi trans;
- un pasticcere statunitense perseguito per aver rifiutato di preparare una torta per un matrimonio gay.
Questi casi vengono presentati come anticipazioni di ciò che potrebbe accadere anche in Italia.
10. Conclusione
Coghe ribadisce:
- la necessità di difendere libertà di espressione, religiosa ed educativa;
- l’impegno di Pro Vita & Famiglia nel sensibilizzare e mobilitare i cittadini;
















