“Credo nel matrimonio di Dio. Ecco perché non appoggio il ddl Cirinnà”

“Credo nel matrimonio di Dio. Ecco perché non appoggio il ddl Cirinnà

Intervistiamo il noto Avvocato Carlo Taormina, sulla scottante tematica delle “adozioni gay” e del decreto di legge Cirinnà. L’Avv. Taormina in diverse trasmissioni televisive e radiofoniche ha dimostrato il suo dissenso contro tale legge.

Attualmente l’Avvocato Taormina è opinionista per il processo Biscardi in onda sull’emittente Italia 53.

 

Avv. Taormina, qual è la sua posizione nei confronti del decreto di legge Cirinnà?

Mi auguro che l’iniziativa referendaria che è stata messa in vista, vada a buon fine. Ritengo che sia una legge inaccettabile, perché una cosa sono le garanzie di carattere patrimoniale, personale e assistenziale, e un’altra cosa è “l’unione” e soprattutto, tutt’altro è il matrimonio.

Le discipline para – matrimoniali sono strumentalizzate per ottenere il risultato voluto. Non è casuale, che qualche ora fa, al gay village di Roma, vi è stata la richiesta al Presidente Renzi, di celebrare il primo matrimonio tra gay.

Questo dimostra che mascherando sotto la denominazione di “unione civile” in realtà si vuole un’altra cosa, e la si vuole trasformare sempre più in altro.

Il sacramento matrimoniale, non si potrà mai trasformare però dal punto di vista sociale, la situazione sarà ritenuta sostanzialmente identica; questo secondo me è uno schiaffo alla famiglia naturale anche sul piano religioso.

 

I bambini hanno diritto ad avere una madre ed un padre. Secondo lei, le adozioni da parte di coppie omosessuali, potrebbero causare problemi psicologici al bambino, con l’andar del tempo?

Innanzitutto credo che sia una violenza quella d’imporre ad un bambino a crescere senza la figura della madre o del padre. In questo modo si creano per il bambino dei punti di riferimento “innaturali”.

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Credo che dal punto di vista della formazione culturale e psicologica del minore, le conseguenze negative saranno devastanti.

 

Più volte, è stato criticato per aver fatto delle affermazioni di rifiuto nei confronti di persone omosessuali. Cosa vuole dire?

Mi fa piacere questa domanda perché proprio in queste ore, ci sono degli attacchi irruenti nei miei confronti, ai quali devo far fronte in tutti i modi, naturalmente rimanendo nell’ambito di comportamenti civili e non violenti.

L’occasione mi è propizia per dire che non “rifiuto” nessuno e rispetto ciò che appartiene alla personalità di un soggetto, che è figlio di Dio, come lo siamo tutti.

Questa è una cosa che dovrebbe essere recepita dal mondo omosessuale, se si ritiene anch’essa espressione della natura, dovrebbero vivere la loro omosessualità in normalità e in serietà e non attraverso queste forme di “ghettizzazione” come i gay pride e i gay village.

Sono degli esibizionismi e delle esagerazioni che non capisco.  Quando stigmatizzo, mi riferisco a queste forme di esibizionismo adottate nei “gay village e nei gay Pride” e non mi riferisco a coloro che vogliono vivere la loro condizione omosessuale nella semplicità.

Questo mio pensiero non è omofobia! Io rispetto tutti e voglio essere rispettato ma certamente nessuno può impedirmi di dire che preferisco la “famiglia naturale” piuttosto che la “famiglia” composta da persone omosessuali.

 

Secondo lei, perché oggi in Italia, anche molti etero sessuali sono favorevoli alle adozioni gay?

C’è una situazione di distorsione dei punti di riferimento. La comunità omosessuale, ha un invasività incredibile. Sono capaci di coalizzarsi in maniera, a volte, violenta e con sopraffazioni vere e proprie.

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Ci sono degli ambienti in cui l’omosessualità è molto prevalente dal punto di vista della composizione dei gruppi e delle delegazioni, e così, si crea una specie di sudditanza quasi come se fosse non dico una forma di ricatto ma quasi.

A tutto questo francamente mi ribello e quello che penso lo voglio dire.

Ritengo che le adozioni gay siano una cosa causata da egoismi personali capaci di portare conseguenze deleterie sul piano delle persone e sul piano del tessuto connettivo della società.

 

Cosa spera possa cambiare di questo decreto Cirinnà?

Annullarlo sarebbe la cosa migliore! A fonte dell’annullamento di questo decreto, contrapporrei un rafforzamento dei rapporti patrimoniali e personali di carattere civilistico tra le persone: ad esempio l’assistenza nel caso di malattia o ad un diritto ereditario.

Con tutto quello che rappresenta un arricchimento dal punto di vista dei doveri e dei diritti sono d’accordo ma non capisco perché tutto questo debba portare ad una situazione para – matrimoniale con tutte le conseguenze alle quali ho già fatto riferimento.

 

Qualche settimana fa, ho letto su varie testate alcune sue dichiarazioni riguardanti l’assunzione di persone omosessuali nel suo studio, e lei dichiarava che non avrebbe assunto mai omosessuali. E’ così?

Guardi su questo non le rispondo perché l’Italia è un paese nel quale, la libertà di manifestazione del pensiero è fortemente pregiudicata ed in quel contesto ho sempre ritenuto di aver manifestato il mio pensiero, sul piano generale e di non aver creato condizioni di discriminazione di tipo sessuale.

La Corte suprema di Cassazione deve pronunciarsi su questo problema per cui non voglio aggiungere altro, ma voglio avere le mie libertà di pensiero e voglio manifestarla come meglio credo.

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Ho subìto una condanna civile a risarcimento del danno per aver manifestato il mio pensiero, e credo che si tratti di una condanna ingiusta perché l’Art, 21 della Costituzione dovrebbe valere anche per me.

Torniamo al discorso di prima: c’è quasi la paura di dire quello che si pensa come se l’opporsi alle adozioni gay, equivalga ad essere dei discriminatori sessuali.

Voglio vivere all’insegna dell’art. 21 e all’insegna dei principi cristiani con i quali mi sono sempre confrontato ed adeguato.

 

Lei dunque, crede nel matrimonio come sacramento istituito da Dio?

Certamente parlo proprio di questo. Tutte quelle cose che vogliono costituire lo “scimmiottamento” del matrimonio, sono un grave attentato ed un grave pregiudizio nei confronti del matrimonio come sacramento nel quale credo. Ognuno è libero di credere e di non credere.

Qualche volta anche la Chiesa fa qualche “slittamento” di carattere individuale, ma i prìncipi restano incrollabili!

Concludo ringraziandovi e dicendovi che sono accanto a voi per queste battaglie che dobbiamo fare con determinazione e con un pizzico di rigidezza perché di fronte all’invadere di queste cose, bisogna essere duri e fermi . Bisogna stare attenti a certe aperture perché portano sbandamento nelle menti e nelle anime.

Servizio di Rita Sberna