Don Davide Banzato: “Mai diventare prete! Oggi invece sono un Sacerdote di Cristo!”

Don Davide Banzato: “Mai diventare prete! Oggi invece sono un Sacerdote di Cristo!”

Questa è la testimonianza di Don Davide Banzato, sacerdote della comunità Nuovi Orizzonti di Chiara Amirante, attualmente ospite fisso della trasmissione “La strada dei Miracoli” su Rete quattro.
Don Davide è impegnato in attività che riguardano il recupero di tossicodipendenti e ragazzi in disagio.
Collabora con diverse testate giornalistiche e televisive, ed è sacerdote dal 23 settembre 2006. Prima di diventare un pastore di Cristo, Davide Banzato diceva sempre “Mai diventare sacerdote!”.
A seguire l’intervista.

Com’ è arrivata la chiamata a diventare sacerdote?
Provengo da un percorso di parrocchia al quanto normale, per 8 anni sono stato negli scout, ho frequentato anche altre realtà molto belle come l’ACR e facevo il chierichetto.
Ad un certo punto della mia vita, nonostante provenissi da una famiglia numerosa, cristiana e molto semplice, mi sono trovato ad entrare nel Seminario Minore senza essere consapevole del passo che stessi facendo.
Dentro il mio cuore c’era la possibilità che forse un giorno sarei diventato sacerdote, ma in realtà poi sono stato attirato dai campi da calcio.
In seminario ho fatto una bella esperienza per certi versi ma allo stesso tempo non adatta ai tempi e ai ragazzi di oggi, ovvero il taglio netto con la famiglia (si ritornava a casa ogni 15 giorni), l’educazione un po’ rigida (almeno per me).
Sono uscito dal seminario nel peggiore dei modi e varcando la soglia del cancello, alzando gli occhi al cielo ho detto a Dio: “d’ora in poi farò tutto il contrario di quello che mi hanno insegnato qua dentro, se tu esisti vorrà dire che sentirò di avere bisogno di te altrimenti se starò bene, da ora in poi, sarò in grado di decidere io per la mia vita”.
La seconda scommessa che rivolsi a Dio era che se avessi avuto bisogno di Lui, avrei fatto tutto nella vita, meno che il prete. Reputavo la figura del sacerdote, una persona che in quel momento mi aveva ferito; proprio perché in quel periodo alcuni sacerdoti erano stati motivo di sofferenza per me e poi grazie al cielo ho conosciuto altri sacerdoti che in qualche modo, avevano lenito le mie ferite facendomi capire che una cosa sono gli uomini e le donne di chiesa, un ‘altra cosa è la Chiesa.

Anche tu, come altri sacerdoti di Nuovi Orizzonti, vai nelle discoteche ad evangelizzare. Come reagiscono i giovani?
Diciamo che facciamo delle missioni di evangelizzazione sia in Italia che all’estero. In Italia ci rechiamo nelle cosiddette “zone calde” insieme alla nostra equipe evangelizzatrice.
Devo dire che i giovani ci accolgono, non abbiamo mai visto dei giovani che ci hanno rifiutato o sono stati arrabbiati con noi perché dobbiamo ammettere che la differenza sta nel modo in cui ti poni a loro.
Noi ci poniamo a loro in una maniera semplice ed aperta al dialogo, e loro rimangono stupiti del fatto che ci sia qualcuno disposto a spendere il proprio tempo gratuitamente, semplicemente per ascoltarli.
Devo dire che ho imparato tanto dai ragazzi ma anche dai poveri. Per esempio ricordo la missione in Brasile nelle Favelas, dopo tanti mesi che ero rientrato in Italia mi sono accorto di essere stato evangelizzato proprio dai poveri.

Medjugorje, cos’ ha rappresentato e cosa rappresenta nella tua vita?
Medjugorje sicuramente rappresenta una svolta molto importante e la prima svolta della mia vita è stata attraverso l’incontro con Chiara Amirante.
Nonostante i miei 2 anni di buio che il Signore ha permesso che vivessi nella mia vita, e che mi ha fatto sentire morto nell’anima, quell’incontro con Chiara mi ha sconvolto. Ho visto una bellissima luce nei suoi occhi e grazie a lei ho capito che anche io potevo provare la sua stessa gioia.
Il segreto era “vivere il Vangelo alla lettera”, non basta soltanto leggerlo e meditarlo, e così ho iniziato a provarci.
Nonostante mi fossi convertito rimaneva sempre quella frase dentro me “Tutto ma mai prete”.
Così sono andato in pellegrinaggio a Medjugorje e proprio in quel luogo Maria ha cominciato a lavorare il mio cuore, mi ha permesso di capire che qualunque disegno Dio abbia su di noi, dobbiamo fidarci di Lui.
Maria pian piano come una Mamma, per diversi anni, ha plasmato il mio cuore e mi ha aiutato a dire Si, alla chiamata sacerdotale, ed oggi posso dire che è la cosa più bella che vivo nella mia vita e Lodo il Signore per questo dono.