Don Fabio Rosini: Il cancro e’ stato per me, uno scalpello benedetto da Dio

Tempo fa, abbiamo avuto il piacere d’intervistare #DonFabioRosini, l’ideatore delle bellissime #catechesi sui 10 #comandamenti. Grazie a Don Fabio, molti giovani hanno incontrato l’amore di Cristo e sono venuti a conoscenza del Vangelo.

Don Fabio e’ un grande comunicatore ed ha scritto tanti libri, tra cui, “L’arte di ricominciare” (edizioni San Paolo), dove ha raccontato ai lettori la sua esperienza con il cancro ed il cambiamento creato in lui, dopo averlo annientato.

L’anno in cui Don Fabio ha combattuto contro il cancro era il 2012, lo stesso anno in cui Chiara Corbella Petrillo e’ salita al cielo.

Racconta Don Fabio “Era un mese esatto dal luminoso transito al cielo di Chiara Corbella Petrillo (13 giugno 2012), mentre nella mia vita andavano in onda notti dolorose, ed ero in ospedale. Avevo chiesto l’aiuto dal cielo a questa ragazza meravigliosa, a cui avevo avuto la grazia di annunciare le Dieci Parole e altre cose, e con cui avevo ideato – assieme a suo marito Enrico Petrillo e ai miei collaboratori Angelo ed Elisa Carfì – la prima edizione del Corso di Preparazione Remota al Matrimonio, un corso poi ripetuto tante volte senza di lei, ma con la sua protezione evidente”.

In una notte di un post-operatorio inaspettatamente doloroso, esasperato dal dolore fisico, Don Fabio ammette di aver chiesto il soccorso di Chiara. «Nel suo stile, non mi ha ottenuto neanche una virgola di riduzione del dolore. Mi ha ottenuto molto di più. Mi ha ottenuto il dono di ricominciare».

Cosi’ Don Fabio definisce il cancro «quel cancro è stato uno scalpello benedetto di Dio. Mi ha salvato da alcuni errori marchiani che stavo facendo. Tutti dicono che sono cambiato da allora. Quasi tutti ne sono contenti; alcuni, purtroppo, no. Rivorrebbero il pre-tumorale eroico e muscolare».

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Don Fabio comunque sia, e’ una roccia e continua ad essere per gli altri, soprattutto per tanti giovani, un esempio da seguire e una spalla sulla quale cercare conforto e coraggio.

Rita Sberna