“Dovevo essere su quel treno ma una Dio-incidenza mi ha salvato”

“Dovevo essere su quel treno ma una Dio-incidenza mi ha salvato”

Come appreso da tutti i telegiornali nazionali, il 12 luglio 2016 è avvenuto un tremendo disastro ferroviario nei pressi tra Andria e Corato, 2 treni ad alta velocità si sono scontrati violentemente provocando 27 morti e 50 feriti, per di più la maggior parte erano giovani universitari.

C’è chi su quel treno doveva esserci come Emanuele Mascolo, Laureato in Giurisprudenza e nostro collaboratore di Cristiani Today.

Emanuele vive a Barletta e quella mattina per un cambio di orari ha preso il treno precedente a quello della tragedia.

Perché la mattina del 12 luglio dovevi essere su quel treno?

Avevo degli impegni a Bari, e viaggiando spesso sulla Bari Nord per i miei impegni, con molta probabilità per questioni d’orario dovevo viaggiare su uno dei 2 treni che si sono schiantati.

E’ stato un miracolo che non abbia preso nessuno dei 2 treni. La mia vuole essere una testimonianza d’ incoraggiamento per chi è rimasto colpito dalla tragedia.

Ho realizzato di essere stato salvato l’indomani mattina.

Mentre viaggiavo su un altro treno, quella mattina, ho recitato le mie preghiere personali, e col senno di poi, ho realizzato che forse quelle mie preghiere erano già in sintonia con quelle povere vittime che in quel momento erano già state colpite dalla tragedia.

Quella mattina per questioni d’orario e d’impegni avevo preso il treno precedente.

 

Com’è quella tratta ferroviaria tra Andria e Corato? Ha realmente un solo binario?

La zona dov’ è avvenuto l’incidente è a binario unico, poi nelle zone successive diventa a doppio binario.

Da quello che so, su quella tratta, bisogna avvertirsi ancora telefonicamente.

Adesso si sta cercando di trovare i colpevoli, ed i parenti delle vittime hanno diritto di sapere chi ha sbagliato e da Giurista dico che hanno diritto anche ad un risarcimento civile.

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Ai macchinisti hanno fatto l’autopsia per capire se hanno avuto un malore prima dello scontro.

Al momento direi che è importante stare vicini con la preghiera alle vittime, oltre che cercare i colpevoli.

 

Permettimi di dire una cosa che da pugliese non mi è piaciuta: sui social network ci sono stati alcuni utenti che hanno pubblicato le foto dell’incidente ridicolizzando la tragedia ed il tutto. Non bisogna dare spazio e pubblicità a questi sciacalli.

 

Al di là di questo, la tragedia ha unito l’Italia sia con le trasfusioni di sangue ma anche nel mio paese, per la festa del patrono ci siamo uniti in preghiera ai parenti delle vittime.

 

Cosa ti ha lasciato dentro, questa tragedia?

Mi ha aiutato a riflettere sul valore della vita umana. Cerco di valorizzare di più i momenti insieme alla mia famiglia e agli amici.

Il fatto di essere salvo mi deve cambiare, coltivando sempre di più il bene.

 

Cosa vuoi dire ai tuoi conterranei che in questo momento stanno piangendo la morte di un proprio caro?

Posso assicurare la mia vicinanza ed il mio aiuto nella preghiera e con la preghiera. In questi momenti difficili sarebbe troppo facile dire loro, di rifugiarsi nella fede, ma gli auguro di crescere nella fede perché in questi momenti difficili la forza si trova soltanto nella fede e nella preghiera, affinchè si possa capire se c’è un disegno di Dio in questa tragedia che li porti a non attaccarsi alle cose della terra ma solo a quelle del cielo.

Servizio di Rita Sberna