Giornata per la Vita: 40 anni gioiosi e “controcorrente”

Giornata per la Vita: 40 anni gioiosi e “controcorrente”

Un seme gettato nella tempesta. È ciò che rappresenta l’istituzione della #GiornataperlaVita, che quest’anno taglia il traguardo della sua 40° edizione. Nato nel 1979, da un’intuizione dell’allora vescovo di Prato, monsignor Pietro Fiordelli, questo evento sorgeva in risposta alla legge 194/78, approvata un anno prima. La Chiesa e la società civile, nelle rappresentanze della Conferenza Episcopale e del Movimento per la Vita, stringevano una salda alleanza per riaffermare in senso propositivo una cultura per la vita, all’indomani della legalizzazione dell’aborto.

Cosa è cambiato in questi 40 anni? Se da un lato, la cultura della morte e del “post-umano” ha purtroppo compiuto nuovi passi avanti (fecondazione assistita, unioni civili, biotestamento), il popolo della vita ha assunto una consapevolezza che è venuta crescendo con gli anni e che si è concretizzata con lo straordinario lavoro dei 349 Centri Aiuto alla Vita (CAV) presenti in tutta Italia, con oltre 15mila volontari: dal 1975 a oggi, sono stati oltre 190mila i bambini salvati dall’aborto, con una tendenza crescente di anno in anno. Nel 2016, sono state 13mila le gestanti che si sono rivolte ai CAV, la maggioranza delle quali (8301) hanno scelto di far nascere il figlio. Nello stesso anno, 795 donne hanno beneficiato del Progetto Gemma che aiuta le mamme in difficoltà economica.

Con il passare degli anni, la Giornata per la Vita ha sempre più accentuato il suo aspetto costruttivo, nell’obiettivo del rovesciamento della mentalità dominante. Prima ancora del “no” all’aborto o all’eutanasia, viene affermato un convinto “sì” alla vita, dal concepimento alla morte naturale, passando per tutte le fasi intermedie, in particolare nei momenti di maggiore fragilità dell’essere umano. Una vera cultura della vita non può svilupparsi solamente attorno all’origine e alla fine della vita stessa, ma deve avere a cura ogni aspetto e ogni istante di ogni singola esistenza, attraverso l’abnegazione per l’altro, il sacrificio, la vittoria sull’individualismo: tutto ciò non può ridursi a meri proclami retorici ma deve comportare un cambiamento di mentalità che matura giorno per giorno, nelle piccole grandi sfide della quotidianità, nella vittoria del “noi” sull’“io”.

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