Ha combattuto il tumore con il sorriso: la giovane Giulia sarà verso gli altari

Il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, ha aperto la fase diocesana della causa di beatificazione

Giulia Gabrieli, la giovane quattordicenne che ha lottato contro il suo tumore sempre con il sorriso, è diretta verso gli altari. Per lei è stata aperta la causa di beatificazione da mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, lo scorso aprile presso il Santuario della Madonna di Stezzano.

Giulia Gabrieli è morta il 19 agosto del 2011 e per Dio-incidenza muore negli stessi istanti in cui si stava concludendo la via crucis della Gmg a Madrid.

La malattia l’ha sorpresa molto piccola, aveva 12 anni quando un sarcoma partito dalla mano sinistra, la costrinse a due anni di cure, tutte affrontate con la forza del suo sorriso. Mons. Beschi ha raccontato a Tv 2000: «Dichiarava tutto il suo amore per il Signore, al punto da indurre qualcuno a convertirsi. È stata sempre circondata dalla famiglia, che ne ha condiviso il percorso: aveva una misteriosa forza d’attrazione».

Mons. Francesco Beschi, conobbe Giulia in un’occasione un po’ particolare ovvero i funerali di Yara Gambirasio, la ragazzina uccisa a Brembate.

Il papà di Giulia raccontò tempo fa a Tv 2000: «Giulia era una ragazza solare, che amava comunicare e conoscere persone, mi ha fatto conoscere la grande gioia della fede».

La storia straordinaria di Giulia Gabrieli è raccontata in un libro dal titolo “Un gancio in mezzo al cielo” per l’edizioni Paoline, grazie all’aiuto del giornalista Fabio Finazzi, in queste pagine sono racchiuse tutte le parole di Giulia in cui emerge un enorme bene e il fatto di non volersi mai piegare al male.

Per l’apertura della fase diocesana e del processo di beatificazione di Giulia, è stato scelto il Santuario della Madonna dei Campi di Stezzano, un luogo particolarmente caro alla giovane Giulia.

Gli amici e i familiari raccontano che Giulia nonostante la pesante malattia, cercava di affrontare la vita con normalità, per esempio si presentò ugualmente agli esami di terza media, anche se non si poteva muovere, ed è per questo che i professori la esaminarono nel suo salotto di casa.

«Domenica 3 marzo sarebbe stato il ventiduesimo compleanno di Giulia Gabrieli», scrive sul sito della diocesi di Bergamo il vice postulatore don Mattia Tomasoni, «in quel giorno, parenti e amici si sono ritrovati nel Santuario della Madonna dei campi a Stezzano, luogo molto caro a Giulia, per celebrare insieme l’Eucarestia. Il Vangelo quel giorno, ci riconsegnava il celebre monito sapienziale per cui ogni albero si riconosce dai suoi frutti: “ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene”».

Attualmente don Tomasoni sta raccogliendo tutte le testimonianze e gli scritti di Giulia, per essere esaminati da vari teologi in vista della beatificazione.

Fonte Gaudium Press di Rita Sberna

 

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