Nell’intervista, l’artista calabrese Gianni Testa – musicista, cantante, attore, insegnante e vocal coach legato anche al mondo di Sanremo – racconta la sua profonda devozione per San Pio da Pietrelcina, nata da una serie di eventi che lui interpreta come segni e protezioni straordinarie.
Da giovane, Gianni sopravvive a un gravissimo incidente stradale insieme ai suoi amici: l’auto è distrutta, ma l’abitacolo rimane intatto e sul sedile appare misteriosamente un’immagine di Padre Pio. Anni dopo, durante l’Accademia di Sanremo, vive una visione di un frate che lo guarisce da una febbre improvvisa proprio alla vigilia della sua esibizione: solo in seguito riconoscerà in quel frate Padre Pio. Quell’episodio segna l’inizio della sua carriera accanto a Massimo Ranieri.
Racconta anche un secondo incidente nel 2006, dal quale esce nuovamente illeso, rafforzando in lui la convinzione di essere protetto. La sua fede diventa parte integrante del suo lavoro artistico: porta sempre un rosario al collo e accompagna molti giovani artisti anche nel loro cammino spirituale.
Gianni descrive poi la sua chiamata a Medjugorje, avvenuta attraverso una serie di “coincidenze” che lui interpreta come un invito della Madonna, nonostante le difficoltà economiche del momento.
Nel finale, offre un messaggio ai giovani che sognano il mondo dello spettacolo: la vera realizzazione non sta nel successo, ma nella felicità, nella fede e nella fedeltà a ciò che si è, ricordando che tutti cadono, ma la misericordia di Dio rialza e illumina la vita.
















