L’intervista è una lunga conversazione con Mario Desiati, cantante e co‑fondatore del gruppo musicale Gen Rosso, nato all’interno del Movimento dei Focolari. Desiati racconta come il gruppo sia nato quasi per caso, quando Chiara Lubich regalò due batterie alle scuole di Loppiano, intuendo che la musica potesse essere un modo per portare Dio ai giovani. Da quel piccolo gesto nacque un’esperienza artistica e spirituale che ha portato il Gen Rosso a girare il mondo, condividendo musica, testimonianze e unità tra culture diverse.
Desiati ripercorre la sua storia personale: l’infanzia segnata dalla povertà e dalla balbuzie, la passione per la musica ereditata dalla famiglia, la “cura” del canto che lo aiutò a superare le difficoltà. Racconta poi la sua conversione a Lourdes, dove rimase colpito dalla fede semplice del popolo e decise di affidarsi a Maria.
Spiega il significato dell’umiltà di Maria, vista non come svalutazione di sé, ma come capacità di riconoscere che tutto viene da Dio e di offrirgli i propri limiti. Parla anche della spiritualità dei Focolari, centrata sull’unità, sull’amore reciproco e sulla presenza di “Gesù in mezzo”.
Dopo vent’anni nel Gen Rosso, Desiati lascia il gruppo per un nuovo incarico nel Focolare, continuando però a mettere il suo talento al servizio degli altri attraverso cori, lezioni di canto e attività pastorali. Sottolinea infine la bellezza dei diversi carismi nella Chiesa e il valore dell’unità tra religioni e culture, in sintonia con il messaggio di Chiara Lubich e con l’impegno ecumenico attuale.
















