La Basilica turca di Santa Sofia diventa una moschea

Foto di Eduart Bejko da Pixabay

Il patriarca di Mosca, Kirill I (Cirillo), si oppone fermamente alla trasformazione della Basilica turca di Santa Sofia in una moschea.

“Sarebbe un attacco contro l’intera civiltà cristiana” ha affermato. Inoltre il patriarca russo ci tiene a ricordare che la storia del cristianesimo in Russia, è legata direttamente alla basilica di Santa Sofia, infatti i russi sono molto legati a questa basilica di Instabul.

Il primate della chiesa ortodossa russa ha scritto: “Spero che la ragionevolezza del governo dello stato turco prevalga”. Kirill auspica “il mantenimento dello stato attuale e neutrale di Hagia Sophia, uno dei più grandi capolavori della cultura cristiana, il tempio che è un simbolo per milioni di cristiani in tutto il mondo. Così contribuirà a un ulteriore sviluppo delle relazioni tra i popoli di Russia e Turchia e al rafforzamento della pace e della riconciliazione tra le religioni”.

Secondo Kirill, occorre bloccare “ogni tentativo di umiliare o calpestare l’eredità millenaria della Chiesa di Costantinopoli e il popolo russo”.

Inoltre aggiunge che la minaccia per Santa Sofia, è in realtà una minaccia per la spiritualità e la storia del cristianesimo.

Il deputato della “Lega Salvini Premier”, l’Onorevole Vito Comencini ha portato la questione in Parlamento.

L’ANSA riporta quanto segue: Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato la riapertura ufficiale di Santa Sofia come moschea, dopo la decisione del Consiglio di stato turco che ha annullato il suo status di museo. “È stato deciso che Santa Sofia sarà posta sotto l’amministrazione della Diyanet”, l’autorità statale per gli affari religiosi, che gestisce le moschee della Turchia, “e sarà riaperta alla preghiera” islamica, si legge nel decreto, firmato da Erdogan e diffuso sul suo profilo Twitter. La decisione è già stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.

 

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