La mistica Luisa Piccarreta e le rivelazioni sul purgatorio

Foto di Jeroným Pelikovský da Pixabay

Luisa dialogava con Gesù e proprio da Lui ha avuto delle importanti rivelazioni sul purgatorio

La mistica che dialogava con Gesù, Luisa Piccarreta è nata a Corato, provincia di Bari, il 23 aprile 1865 ed è morta il 4 marzo 1947, all’età di 82 anni.

E’ cresciuta con la sua famiglia in una masseria vicino Corato ma negli ultimi sessant’anni della sua vita è vissuta sempre in un letto. Luisa non è stata nè una suora e né una moglie, semplicemente era una vergine sposa di Gesù Crocifisso.

Aveva solo 16 anni quando accettò di farsi vittima per amore di Gesù e con sacrifici e preghiere espiare i peccati dei peccatori.

E’ stata una grande mediatrice tra Gesù e gli uomini, implorava sempre Misericordia per il mondo intero e per la salvezza delle anime.

Ciò che la Piccarreta voleva evitare con i suoi sacrifici ed espiazioni, erano i castighi, così si è sacrificata diventando sposa crocifissa di Gesù.

Luisa partecipava spesso alla passione di Gesù (la corona di spine, la Croce ecc). Aveva anche le stigmate ma non erano visibili, una delle grandi pene che passava, era quella di non vedere Gesù per alcune ore o per alcuni giorni, le sembrava di vivere un inferno.

Chi ha conosciuto Luisa Piccarreta ne ha dato testimonianza dei carismi e dei doni che questa umile donna possedeva per mezzo di Gesù. Un grande santo è stato il suo confessore per 17 lunghi anni, San Annibale Maria di Francia.

Nell’arco di 40 anni (dal 28 febbraio 1899 al 28 dicembre 1938) Luisa ha scritto, per ubbidienza alla Chiesa, 36 quaderni o “volumi” del suo diario spirituale, insieme ad altri scritti. Riportiamo uno dei brani dove la mistica pugliese parla del Purgatorio e della spiritualità della Divina Volontà:

Leggi di più:  La differenza tra il fare la Volontà di Dio e il vivere nella Divina Volontà

MARZO 14, 1919 – VOLUME 12

Effetti di un suffragio del volere divino (…)

Mentre mi trovavo nel solito mio stato, mi son trovata fuori di me stessa e vedevo un mio confessore defunto; un pensiero mi è balenato nella mente: “Domanda, quella cosa che non hai detto al confessore, se sei obbligata a dirla e quindi a scriverla, oppure no”. Io ho domandato, dicendogli la cosa qual era, e lui mi ha detto: “Certo che sei obbligata”. Poi ha soggiunto: “Tu una volta mi facesti un bel suffragio; se sapessi il bene che mi facesti, il refrigerio che provai, gli anni che scontai!”. Ed io: “Non ricordo. Dimmi quale fu, che te lo ripeto. E lui: “T’immergesti nel Voler Divino e prendesti il suo Potere, l’immensità del suo Amore, il valore immenso delle Pene del Figliuolo di Dio e di tutte le Qualità divine, venisti su di me e me le versasti; e come tu me le versavi, io ricevevo il bagno dell’Amore che contiene il Potere divino, il bagno della bellezza, il bagno del Sangue di Gesù e di tutte le Qualità divine. Chi ti può dire il bene che mi facesti? Erano tutti bagni che contenevano u n potere ed un’immensità divina. Ripetimelo, ripetimelo!” (…).

Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna

 

 

 

 

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