La preghiera in casa Luciani

La preghiera in casa Luciani

C’era un tempo, cento anni or sono, quando nella Valle del Biois nelle Dolomiti bellunesi, le famiglie una volta a settimana si riunivano e pregavano tutte insieme per il bene e per la pace comunitaria.

Una famiglia molto attiva nella preghiera erano i Luciani, poveri, si ma poveri davvero, nel senso che a volte si vedeva in piazza il figlio più piccolo Albino chiedere l’elemosina.

Facciamo chiarezza, l’elemosina che chiedeva la famiglia Luciani, non era fatta di soldi ma di cose da mangiare, e insieme a lui c’erano tanti altri bambini provenienti da famiglie poverissime che chiedevano ai passanti più benestanti una sola patata.

Le famiglie erano anche abituate a condividere tutto, anche la cena, attenzione, per cena intendo un minestrone o un purè, cose semplici ricavate dalla terra coltivata, e da bere vino e acqua.

In questa Valle c’era molto amore, e la famiglia Luciani per sdebitarsi di quella patata offerta dai paesani, invitava un volta a settimana le famiglie di canale d’Agordo nella loro umilissima e povera casetta, tanto povera che l’inverno, i rosari venivano recitati nella stanza più calda della casa, ossia in salotto dove c’era il camino.

Le famiglie dell’allora Forno di canale, si riunivano per pregare la Madonna affinché rendesse santi i loro figli, e per la famiglia Luciani sarebbe stato un grande miracolo vedere il loro figlio vestito da sacerdote.

Ed erano felici, eccome se lo erano, non c’erano le tristezze e non esistevano le divisioni in famiglia.

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