1. Una figura poco conosciuta ma fondamentale

Molti pellegrini arrivano a Cascia pensando solo a Santa Rita, senza sapere che la diffusione mondiale del suo culto è merito della Beata Maria Teresa Fasce, badessa del monastero dal 1920 al 1947. Fu lei a trasformare un luogo quasi sconosciuto in un centro spirituale internazionale.

2. La vocazione e l’ingresso difficile a Cascia

  • La vocazione nasce nel 1900, durante la Messa per la canonizzazione di Santa Rita a Genova.
  • La famiglia, benestante, ostacola la scelta: “Perché proprio Cascia?”.
  • Anche il monastero inizialmente la rifiuta, temendo che una giovane borghese non reggesse la vita austera.
  • Entra solo grazie all’intervento del suo confessore e affronta prove di umiltà fin dal primo giorno.

3. La crisi spirituale e la scelta definitiva

Prima dei voti solenni vive una profonda crisi: nel monastero non si seguiva pienamente la Regola di Sant’Agostino. Chiede un anno di riflessione (all’epoca una richiesta eccezionale), torna a Genova, prega e comprende che la vita monastica si abbraccia per Cristo, non per motivi umani. Rientra a Cascia e fa la professione solenne.

4. Una guida per 27 anni

  • Diventa badessa e viene rieletta all’unanimità per 27 anni, un caso unico.
  • Riforma il monastero riportandolo alla Regola agostiniana: unità, obbedienza, carità.
  • Affronta momenti difficili, come la scissione di sette monache e la guerra, durante la quale ferma persino i tedeschi che volevano entrare in clausura.

5. La costruzione della Basilica

Maria Teresa Fasce intuì che Cascia sarebbe diventata meta di pellegrinaggi. Nonostante lo scetticismo generale, scrisse direttamente al Papa per superare ostacoli burocratici e ottenne l’architetto necessario. La Basilica fu consacrata nel 1947, pochi mesi dopo la sua morte.

6. La malattia vissuta come offerta

Per 27 anni soffrì un tumore al seno, che chiamava “il mio tesoro”, perché le permetteva di unirsi alla Passione di Cristo e pregare per le anime del purgatorio. Rifiutò l’anestesia durante l’operazione, accettando la sofferenza come atto d’amore.

7. Il cuore incorrotto

Nel 1997, aprendo la bara, si scoprì che:

  • il suo cuore era perfetto e più grande del normale, segno della sua straordinaria carità;
  • sotto la lamiera di zinco era inciso il Gesù Bambino di Praga, a cui era molto devota.

Il cuore è esposto ogni anno il 12 ottobre e il 18 gennaio.

8. La carità concreta: l’Alveare di Santa Rita

Nel 1938 accoglie nel monastero una bambina rimasta senza madre. Da quel gesto nasce l’Alveare di Santa Rita, che ancora oggi ospita bambine e ragazze da tutto il mondo, sostenuto unicamente dalla Provvidenza.

9. Un’eredità viva

Maria Teresa Fasce:

  • fu una donna di preghiera e di governo,
  • una riformatrice,
  • una madre per le monache e per i poveri,
  • una promotrice instancabile del culto di Santa Rita,
  • una figura moderna, capace di creare opere sociali e spirituali ancora attive.

Chi visita Cascia non può comprendere pienamente Santa Rita senza conoscere la Beata Fasce.