L’onestà e il rifiuto del male, mi hanno condotto alla fede e a Maria

L’onestà e il rifiuto del male, mi hanno condotto alla fede e a Maria

Il nostro ospite è un #avvocato che ha #lavorato per una #multinazionale per la #consulenza #americana ed in seguito è stato assunto da un istituto di credito italiano.

La #fede in #Dio e l’#amore per l’#onestà lo hanno portato a fare delle scelte e delle rinunce importanti, così da cambiare vita.

Per privacy non sveleremo il suo nome e lo chiameremo con un nome di fantasia: Matteo.

Tu eri stato assunto in veste di Direttore del controllo interno. Di cosa ti occupavi esattamente?

Come responsabile internal audit mi occupavo di verificare la congruità e la liceità delle procedure interne all’azienda ed anche di verificare la funzionalità dei singoli uffici. Trattandosi di un ente a partecipazione privata, ma anche pubblica, l’attenzione andava in particolare sui rapporti con l’esterno, per verificare che non vi fossero rischi di infrazione della legge vigente.

Ti va di raccontarci cos’è successo?

Il presidente dell’Istituto mi ha convocato per farmi esaminare tre offerte, pervenute da parte di altrettante società di consulenza, volte all’assistenza e consulenza nei confronti dell’istituto in relazione ad un importantissimo bando di gara che sarebbe stato emesso dall’Istituto stesso. Il condizionale è d’obbligo, in quanto, su mia precisa richiesta, il presidente ammise di non aver fatto alcun bando pubblico europeo, come invece richiesto dalla legge vigente, ma semplicemente di avere invitato le tre società di consulenza, da lui personalmente selezionate.

 

Dopo poco tempo, il presidente mi fece capire chiaramente che, nonostante l’evidente violazione di legge, non soltanto avrei dovuto esaminare velocemente le offerte, ma anche fare una relazione dalla quale si evinceva che l’offerta tecnicamente peggiore, ovvero quella di una piccola società, doveva essere migliore rispetto alle altre due, che erano invece società più strutturate e che presentavano due offerte di gran lunga migliori di quella preferita dal Presidente.

Feci la disamina delle offerte assieme ai ragazzi che lavoravano con me, ma nel verbale presentato al Presidente, al direttore generale e al capo del personale (i quali componevano, assieme al presidente ed al sottoscritto, la Commissione esaminatrice delle offerte) mi dissociai in toto dal tipo di procedura adottata dal Presidente, facendo altresì presente che non avrei mai potuto dichiarare il falso, ovvero che l’offerta peggiore doveva essere preferita rispetto alle altre due.

Questo mio dissenso fu causa di minacce esplicite da parte sia del presidente che del direttore generale, i quali provvidero ad intimidire anche il mio staff è, una volta che il mio dissenso arrivò al Consiglio di Amministrazione, scoppiò il putiferio e la cosiddetta gara fu bloccata per sempre.

In seguito, peraltro, scoprii che a capo dell’azienda che “doveva” vincere la presunta gara vi era il figlio del Presidente dell’Istituto!

Vorrei precisare che l’operazione ammontava a circa un miliardo di euro, e che mi era stato promesso, a fronte del mio eventuale assenso complice, un compenso annuale non inferiore al milione di euro, che poi fu ridotto a €350000 in sede di trattativa tra avvocati, ma io ho sempre rifiutato qualsiasi compenso.

A quel punto fui licenziato in tronco dall’Istituto e, anche se vinsi il ricorso d’urgenza e fui riammesso al mio posto lavorativo, in seguito fui estromesso definitivamente, ed il fatto di aver vinto entrambi i gradi di giudizio ordinario (attualmente pende il ricorso definitivo in Cassazione, ndr) non mi ha comunque consentito di rientrare al mio posto di lavoro, anche a causa di gravi minacce pervenute a me ed alla mia famiglia, che mi hanno di fatto obbligato a ritirare la querela penale.

Il governo intervenne, trattandosi di ente pubblico, ma si limitò ad estromettere i vertici coinvolti in questo scandalo, non aiutandomi in alcun modo a riprendere le mie mansioni, pur potendolo fare. Anzi, aggiungo che le minacce più gravi sono arrivate proprio da un altissimo dirigente governativo, attualmente ancora operativo, il quale mi profetizzò, unitamente al capo del personale della banca, che la mia vita professionale e personale sarebbe stata rovinata, cosa che poi avvenne perché questi esponenti della massoneria, come scoperto in seguito, hanno fatto sì che tutti i miei clienti più importanti, già conseguiti da avvocato, ritirassero ogni consulenza a mio favore.