Mamma in coma, la bimba nasce e la donna apre gli occhi

La donna in dolce attesa era in coma da oltre tre mesi, un miracolo della vita.

 

E’ successo lo scorso giovedì, alle ore 11,30 di mattina, presso l’ospedale Carlo Poma di Mantova. Un’equipe di 30 professionisti ha fatto nascere una dolcissima bambina dal grembo della sua mamma. Possiamo dire che si tratta di un grande miracolo della vita, proprio perchè la donna in questione era in coma da 3 mesi, era, proprio perchè alla nascita della figlia, la donna ha aperto gli occhi.

La donna ha 33 anni, e la sua vicenda è stata definita un caso raro. La ragazza al quarto mese di gravidanza è rimasta colpita da un ictus, e con il passare dei mesi le sue condizioni sono peggiorate.

La diagnosi finale sentenzia: encefalopatia post anossica in forma grave. In pratica, la donna verte in uno stato di coma leggero, in alcuni momenti vigile, con totale assenza di parola e respirazione spontanea.

La donna però ha sempre combattuto per se stessa e per la piccola in grembo, all’ottavo mese di gravidanza, la bimba avendo già tutti gli organi formati, i medici hanno deciso di farla nascere e così è stato.

Anche i medici sono rimasti colpiti dalla vicenda, infatti hanno dichiarato: «Ci siamo sentiti tutti coinvolti, sia emotivamente che scientificamente» hanno dichiarato il direttore sanitario di Mantova Maurizio Galavotti e il ginecologo Giampaolo Grisolia a capo dell’equipe di professionisti. «È tutto l’ospedale che ha fatto da ostetrica in questo caso molto complesso. C’è stato un grande spirito di solidarietà fra medici, infermieri, ostetrici, tecnici, specialisti. Tutto è stato calibrato sulla paziente: spostamenti, anestesia, alimentazione. Dovevamo salvare entrambe le vite». Non teme invece di definirlo un vero e proprio «miracolo», Valeria Fasolato, direttore del reparto di neonatologia e terapia intensiva neonatale ove la piccola è ora ricoverata: «Un miracolo a cui abbiamo dato il nostro contribuito».

La donna una volta uscita dal coma, è rimasta ricoverata nel reparto  terapia intensiva cardiologica sotto costante monitoraggio. La piccola invece, per precauzione, è stata ricoverata in Patologia Neonatale e tenuta sotto osservazione.

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A Dio nulla è impossibile, la vita è un dono che va custodita, difesa e protetta. Queste due piccole e grandi donne ne sono la testimonianza vivente.

Rita Sberna