Mara Santangelo “La fede è il mio Match Point più bello”

0
1099

Mara Santangelo “La fede è il mio Match Point più bello”

E’ uscito in tutte le librerie, il nuovo libro della tennista #MaraSantangelo per l’edizioni Piemme dal titolo “Match Point” un libro che incoraggia il lettore a non perdersi d’animo, a non temere le nuove sfide; una sorta di allenamento quotidiano ad avere fiducia in se stessi proprio come ha fatto lei.

Com’è nato Mach Pont?

Questo racconto nasce da un esperienza sociale che ho fatto grazie a due multinazionali, che coinvolgono ex sportivi di altissimo livello ad entrare nelle scuole, nei licei e nelle università per raccontarsi, cercando di trasmettere dei valori e degli input positivi, per far riflettere i giovani e non solo, su quello che è il loro futuro.

Ma si cerca di aiutarli tramite la metafora sportiva per introdursi nel mondo del lavoro. Sono diversi anni che lavoro nella formazione con queste aziende e faccio tantissimi incontri e per cui quest’esperienze mi hanno portato oltre che ad avere un arricchimento, a voler mettere nero su bianco, per essere uno strumento ed aiutare il prossimo.

Io di Match Point ne ho giocati molti sul campo da tennis ma mi ritrovo ad affrontarne altri nella vita di ogni giorno.

Nel tuo libro vi sono testimonianze di prestigio come Nicola Le Grottaglie, Bebe Vio e molti altri. Perché hai deciso di raccontare altre storie?

Perché volevo dare voce anche ad altri sportivi ma non solo sportivi perché sono grandissime persone.

Ho scelto degli amici che avessero dei valori da trasmettere al prossimo con storie veramente entusiasmanti.

Ad esempio la storia di Bebe Vio (per chi non la conoscesse) è la storia di una ragazza di 12 anni che ha avuto la meningite e quindi ha dovuto subire l’asportazione di tutti gli arti e si è dovuta fare forza per credere nel suo sogno, nonostante tutti le dicessero che sarebbe stato impossibile riuscire a salire su quella pedana per poi vestirsi di un sogno olimpico e raggiungere la medaglia d’oro che poi ha vinto nelle ultime olimpiadi.

Nel mio piccolo è anche la mia di storia.

Quando ero piccola mi era stata diagnosticata una grave malformazione al piede sinistro, e secondo il dire di tutti i medici, tale malformazione mi avrebbe ostacolata in tutti i modi ed era impossibile che io diventassi una tennista professionista.

Però insieme a tanta determinazione ed insieme a tanta motivazione e alla voglia di volere arrivare grazie ad una promessa fatta a mia madre (morta in un incidente stradale) mi ha portata a superare tantissimi ostacoli nella mia vita.