Il mondo lavorativo è saturo ma è anche in crisi negli ultimi anni, il problema fondamentale non sono i mestieri o i titoli di studio …. ma la società è ricca di esigenze e bisogni da soddisfare e non sempre il lavoro aiuta a raggiungere i propri obiettivi di realizzazione.
Questo vale soprattutto per le donne e le mamme che si trovano a ricoprire vari ruoli: mogli, madri e lavoratrici e forse è proprio per questo che dal 1995 al 2015, secondo una statistica, le donne nel mondo del lavoro sono diminuite nonostante le lauree e i titoli di studio intrapresi da esse.
Si è parlato di questo e di molto altro ancora, presso l’ateneo Regina Apostolorum, in occasione della conferenza dedicata a “La Settimana della mamma” presieduta dalla coordinarice Adele Ercolano e proprio dal primo intervento della Direttice dell’Istituto di studi superiori sulla donna, Marta Rodriguez, la quale ha affrontato proprio la problematica che molte donne lavoratrici si trovano ad affrontare.
Le donne che lavorano – ha detto la Rodriguez – sono costrette a rinunciare alla famiglia e purtroppo il tasso di natalità dimostra che nascono in Italia sempre meno bambini.
Ma la maternità – ricorda Marta Rodriguez – è un tratto antropologico che tocca ogni donna e l’arricchisce anche come professionista.
Interessante l’intervento di Annadebora Morabito, docente del Corso di Perfezionamento “Self Management & Self Branding”, la quale ha dato un ampia e ricca definizione della parola “creatività” suddividendola in 3 parti: andare oltre se stessi, credendo nelle proprie potenzialità e nello sviluppo; stimolare relazioni; tecnologia e digitale che rientrano nella creatività della nostra era e del futuro, molti professioni infatti – sottolinea la Morabito, entro il 2030 nasceranno e continueranno ad incrementarsi.
La Commercialista Sabrina Fattori, esperta in imprenditoria femminile ha iniziato la sua relazione ponendo una domanda molto lecita e riflessiva : “Che cos’è per noi il successo”?
Chiaramente la Fattori ha dato una chiara interpretazione del “successo” ovvero il raggiungimento di un obiettivo, un desiderio e un bisogno.
Nell’imprendioria non sono sufficienti le buone intenzioni e la volontà di voler fare ma bensì bisogna elaborare un piano di azione: lavorare su noi stesse ed essere prive di pregiudizi – afferma la Dottoressa Sabrina.
Chiaramente si è nuovamente detto che la tecnologia valorizza al giorno d’oggi, il proprio talento e riconoscendo i propri bisogni si va incontro a delle innovazioni.
Un altro intervento molto bello e profondo, in cui attraverso la propria esperienza è emersa l’attività imprenditoriale della relatrice, è stato quello di Laura De Chiara, imprenditrice di Acquago, la quale ha molto parlato dell’importanza dei feedback perchè sono proprio quegli elementi che aiutano la donna, l’imprenditrice a migliorarsi e a capire cosa piace alle persone.
L’intervento conclusivo è stato quello di Riccardo Panunzio, Open Innovation Hubs, Lazio Innova S.P.A.
La conferenza è proseguita dando spazio alle testimonianze, a tutte quelle donne che dell’arte e della creatività ne hanno fatto un elemento di business, un lavoro ed un hobbye: come la testimonianza di Patrizia d’Ottaviano Becagli e Valentina Mastracchio, dell’Artelier studio di arte Martenot; Cristiana Del Bello e Paolo Molaioni, Manifactory – Co-Working dell’Arte dell’artigianato e del design, poi la testimonianza di M.Chiara Selmo, di Ecolibriste Vestirsi di natura.
Infine l’esperienza di Arianna Santini, fondatrice Mamme in azione; Denise Donnacuio imprenditrice di Larteaparte.













