Nuovo dPCM: Messe di nuovo a rischio? Cosa succederà?

Foto di Sérgio Alexandre de Carvalho da Pixabay

Forse si o forse no, fatto sta che a parlare a La Nuova Bussola Quotidiana è il prefetto per gli affari di culto Michele Di Bari “servono chiarimenti dopo il nuovo dPCM. L’interpretazione la dà il CTS che ha competenza, attendiamo una risposta. Chiudere le chiese? Non anticipiamo, ma…”.

La domanda che si fanno tutti è “Cosa succederà?”

Una cosa è certa: oggi la comunicazione e i media fanno a gara per creare allarmismo, proprio qualche giorno fa, uno dei tanti titoli usciti sul Messaggero diceva: I contatti dei vescovi col Viminale: pronti allo stop alle Messe se necessario. In realtà l’articolo conteneva semplicemente le parole del segretario della CEI, monsignor Stefano Russo che parlava genericamente di un lavoro con il Ministero di monitoraggio della situazione.

E’ stata la stessa CEI, successivamente ad aver smentito quel titolo fuorviante che è stato ripreso da altri siti.

La CEI nella serata del 14 ottobre ha mandato un Comunicato Stampa dove chiarisce la situazione:

“Il Dpcm del 13 ottobre 2020 sulle misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19 lascia invariato quanto previsto nel Protocollo del 7 maggio circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Esso rimane altresì integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, già trasmesse nel corso dell’estate.

Tra queste, a titolo esemplificativo: guanti non obbligatori per il ministro della Comunione che però deve igienizzarsi accuratamente le mani; celebrazione delle Cresime assicurando il rispetto delle indicazioni sanitarie (in questa fase l’unzione può essere fatta usando un batuffolo di cotone o una salvietta per ogni cresimando), la stessa attenzione vale per le unzioni battesimali e per il sacramento dell’Unzione dei malati; reintroduzione dei cori e cantori, i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti (tali distanze possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet. L’eventuale interazione tra cantori e fedeli deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali ed in particolare il distanziamento di almeno 2 metri); durante la celebrazione del matrimonio gli sposi possono non indossare la mascherina; durante lo svolgimento delle funzioni religiose, non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune.

Nelle settimane in cui le Diocesi riprendono le attività pastorali, la Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana assicura un’interlocuzione costante con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Interni e il Comitato tecnico-scientifico, per monitorare il quadro epidemiologico e l’evoluzione della pandemia”.

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