Palermo, On.Scilipoti “I segni cristiani non vanno tolti”

In questi giorni, continua la polemica e lo scandalo di un accaduto avvenuto in una #scuola elementare di #Palermo esattamente a “Ragusa Moleti” in cui il dirigente scolastico Nicolò La Rocca per mezzo di una circolare avrebbe vietato ai maestri e bambini la recita di preghiere nell’orario scolastico e avrebbe anche fatto rimuovere la statua della Madonna e parecchie immagini sul Papa.

Tutto ciò ha creato molto sdegno tra i genitori dei bambini. Il Presidente del movimento Unione Cristiana, Domenico Isgrò Scilipoti, per mezzo di un comunicato stampa, si è reso disponibile a sostenere la richiesta dei genitori dei bambini, relativa all’immediato ritiro del provvedimento.

 

On. Scilipoti, rimuovere i simboli cristiani dalla scuola e vietare ai bambini di pregare è scandaloso per un paese come l’Italia, non crede?

Credo che un preside abbia l’autorità ma dovrebbe nascere dal buon esempio che è quello di cercare di essere a favore dei valori che i ragazzini portano dentro al proprio cuore attraverso l’insegnamento delle loro famiglie.

Rimuovere i simboli della religione, credo che sia stata una forzatura; non voglio esprimere nessun tipo di giudizio ma ritengo che non sia un buon esempio.

Ecco perché sono disponibile a dare un mio sostegno ai genitori, proprio per vedere quali potrebbero essere gli interventi che potremo fare assieme affinchè ci sia una riflessione anche da parte del Preside, per ripristinare quelli che sono i simboli della fede cristiana all’interno della scuola.

 

Un dirigente scolastico può fare riferimento all’avvocatura dello stato dell’8 gennaio 2009, la quale esclude la celebrazione di atti di culto, riti, e celebrazioni religiose durante l’orario scolastico o durante l’ora di religione cattolica?

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In primo luogo ci vuole il buon senso e non è quello di andare a rivedere una legge o qualcosa che sia a supporto della rimozione dei simboli cristiani. Credo che il buon senso doveva portare il Preside a non attuare l’atteggiamento che lui ha attuato.

Potrebbe anche essere cristiano, non cristiano o ateo ma ci sono dei valori che sono al di sopra delle nostre credenze e che il buon senso ci porta a rispettare perché non sono dei valori che riguardano soltanto chi sostiene la cultura cristiana ma sono simboli e valori che riescono a garantire la normalità e la quotidianità della vita che potrebbero essere un supporto per tutti.

Voi di Unione Cristiana, qual è il messaggio che volete mandare?

Il nostro movimento cerca di essere un valore aggiunto alla politica e cerchiamo di difendere i valori non negoziabili, e di fare applicare quella che è la solidarietà e la sussidiarietà.

Questo è quello che cerchiamo di portare avanti, ovviamente i valori non negoziabili sono: la famiglia, la vita e l’insegnamento nei confronti dei nostri figli.

Dobbiamo dire con grande chiarezza ciò che il nostro Maestro Gesù Cristo ci insegna quotidianamente.

Servizio di Rita Sberna