La puntata è dedicata al DDL Scalfarotto–Zan, tema molto discusso negli ultimi giorni. Ospite dell’intervista è S.E. Mons. Antonio Suetta, vescovo di Sanremo–Ventimiglia, che ha recentemente pubblicato una riflessione sul sito della diocesi.

2. Perché il vescovo è intervenuto

Mons. Suetta spiega di aver scritto il suo messaggio:

  • su richiesta di molti fedeli,
  • per offrire chiarimenti su ciò che sta accadendo,
  • e per proporre una riflessione alla luce della fede cattolica.

Richiama un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1986, ancora attuale, per distinguere correttamente due aspetti.

3. Due punti fondamentali della dottrina cattolica

Il vescovo ribadisce due principi che la Chiesa tiene insieme:

a) Condanna di ogni discriminazione

La Chiesa:

  • rifiuta ogni forma di violenza, odio o persecuzione verso qualsiasi persona,
  • compresi coloro che hanno un orientamento omosessuale.

b) Distinzione tra persona e tendenza

  • La persona omosessuale deve essere rispettata, accolta e accompagnata.
  • La tendenza omosessuale, però, è considerata dalla Chiesa oggettivamente disordinata.
  • Questo giudizio morale non giustifica alcuna discriminazione.

4. I rischi del DDL Zan secondo il vescovo

Mons. Suetta individua due rischi principali:

a) Rischio liberticida

Il DDL potrebbe:

  • esporre chi esprime opinioni non allineate al “pensiero dominante” a sanzioni penali,
  • creare incertezza perché a giudicare cosa sia “discriminazione” sarebbe il singolo magistrato,
  • generare timore in catechisti, genitori, insegnanti o ministri della Chiesa nell’esprimere l’insegnamento cattolico.

b) Rafforzamento del pensiero unico

Il vescovo teme che la legge:

  • consolidi l’idea che l’omosessualità, in tutte le sue declinazioni, debba essere accettata senza possibilità di discussione,
  • alimenti una forma di dittatura culturale sull’identità di genere e sulla visione antropologica.

5. La domanda centrale: serve davvero questa legge?

Per Mons. Suetta, no:

  • la Costituzione già tutela ogni persona da discriminazioni,
  • il codice penale punisce già atti di violenza e odio,
  • quindi la legge sarebbe superflua.

Proprio perché superflua, secondo lui, occorre chiedersi quale sia il suo vero scopo: non la tutela, ma la promozione di una visione ideologica.

6. Cosa fare concretamente

Il vescovo invita:

  • a non restare in silenzio durante il processo parlamentare,
  • a informarsi e riflettere,
  • i politici cattolici o ispirati ai valori cristiani a non sostenere il DDL.

Ricorda che la Chiesa, fin dal 1986, distingue sempre tra rispetto della persona e giudizio morale sulla condizione.