Roberta Faccani “Dai Matia Bazar al duetto con il veggente Jacov Colo”

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Roberta Faccani  è una cantautrice e attrice italiana. Spicca nel panorama musicale principalmente per l’immensa estensione vocale di cui è dotata, grazie alla quale è in grado di sostenere con dimestichezza ogni nota del suo registro.

La sua carriera inizia nel 1994 come corista per produzioni discografiche come Adriano Celentano, MKogol, Ornella Vanoni e molti altri.

Ha partecipato a varie trasmissioni televisive e nel 2005 viene scelta come cantante del famoso gruppo Matia Bazar, e con loro ha debuttato a Sanremo con il brano “Grido d’amore”. Lascia il gruppo nel 2010.

La Faccani è motlo conosciuta anche nel mondo del teatro, ha preso parte a vari musical di successo, uno degli ultimi è “Romeo e Giulietta” dove dal 2013 al 2015 interpreta Lady Montecchi.

In quest’intervista per Cristiani Today conosceremo Roberta Faccani sotto l’aspetto spirituale.

 

“Stato di grazia” è l’album che hai prodotto nel 2011 con il produttore Nando Sepe. Hai definito “Stato di grazia” come il raggiungimento della quiete dopo la tempesta. In che senso?

Venivo da un anno di transizione tumultuosa. Da una realtà ben stabilita ero passata di punto in bianco ad un capitolo nuovo. Il passaggio non è stato facile perché ho dovuto ricostruire la mia stabilità emotiva e di vita. Tra le tante strategie che ho attuato immediatamente la fede mi ha catapultata a Medjugorje. Durante un momento di relax e preghiera ho sentito una quiete profonda e in un attimo, la pace con me stessa e il mondo. Un piccolo miracolo direi ..

Nasce da qui il brano “Stato di grazia”  che poi ha dato il titolo all’intero album  di inediti scritti da me.

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Non poteva non essere quello il titolo. Era troppo forte il senso di luce che mi ha pervasa in quel periodo.

Ogni singolo brano dell’album Stato di Grazia, è il frutto di un momento di sofferenza. Perché hai deciso di condividere le tue sofferenze attraverso la musica?

Quando piango scrivo meglio … ahahahah  ..  No, non è sempre così.  Per esempio in questi mesi scrivo spinta dall’energia positiva. Ma al tempo i dolori che avevo accumulato sarebbero implosi facendomi molto male. Io non ho armi più efficaci da usare che la musica. Le note e le liriche sono le mie sedute di analisi. Le canzoni che scrivo guariscono appena nascono, a vari livelli emotivi, i disagi che devono essere riparati interiormente necessitavo di amore. L’ho trovato nella mia musica ispirata sicuramente dalla preghiera.
 

Hai anche cantato l’Ave Maria insieme al veggente di Medjugorje Jacov Colo. Com’è nata questa collaborazione?

Io e Jacov ci siamo conosciuti e frequentati per parecchi anni sia a Medjugorje che in Italia dove risiede la famiglia di sua moglie.

Lui ama la musica da sempre e nei suoi sogni evidentemente c’era anche quello di cantare.

Mi ha proposto di dedicare un Ave Maria alla Madonna ed io ho accettato  perché essendo a lei consacrata  l’ho visto come atto oltremodo dovuto oltre che sentito.

Ti piacerebbe collaborare nuovamente con Jacov?

Sono sempre pronta a collaborare con chiunque mi proponga qualcosa laddove ci sia un intento sociale o umano che reputo possa essere intellettualmente e spiritualmente valido. Dunque aperta ad ogni possibilità che abbia questi presupposti.
Che posto occupa la fede e la preghiera nella tua vita e nel tuo lavoro?

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Prego moltissimo perché mi mette in condizione di parlare a Dio che mi mette spesso in discussione e mi dà anche la forza di superare certi momenti o lati del mio carattere.  Per molte cose la preghiera mi ha già trasformata. Su altri aspetti ci sto ancora lavorando ma so che troverò la strada. Ecco che non esiste posto o momento in cui io non riesca o possa connettermi al Padre Eterno.

 Sei stata a Medjugorje in pellegrinaggio. Cosa ha significato per te quel luogo?

I viaggi a Medjugorje sono stati almeno 5.

Ogni volta è un esperienza diversa. Al di là della fenomenologia tipica di quel posto (e io ho assistito ad episodi sicuramente straordinari), ciò che cercavo lì era una risposta da Maria e da suo Figlio Gesù.

Le risposte sono state a volte immediate, per altre, ho dovuto aspettare tempo e non sempre sono state quelle che speravo… ma questo chi ha fede deve capirlo e avvettarlo.

Ad ogni modo li si attuano numerose conversioni: questo è ciò che conta davvero.

 Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Cantare, scrivere, recitare, produrre e insegnare. Ciò che faccio sempre perché fa parte di tutto il bagaglio artistico che mi sono costruita in più di venti anni di carriera.

E non pongo limiti né a me stessa e né figuriamoci alla provvidenza.

  Servizio di Rita Sberna