San Gerardo Maiella : una vita di fenomeni straordinari

Introduzione

San Gerardo Maiella è venerato da tutti i devoti il 16 ottobre, il Santuario a lui dedicato, luogo di grandi grazie si trova presso Materdomini. E’ il santo Patrono della Basilicata, conosciuto da tutti come il santo dei parti felici.

Gerardo è un santo dall’infanzia breve perché suo padre morì quando ancora lui era ancora bambino e dovette subito andare a lavorare.

Il padre era sarto e Gerardo intraprese il mestiere del padre.

 

I fenomeni mistici

Da subito però cominciarono nella sua vita dei fenomeni mistici, la famiglia all’epoca viveva in estrema povertà. Uno dei fenomeni per esempio fu quando Gerardo cominciò a portare tutti i giorni, un panino fragrante, e la mamma gli chiedeva dove lo prendeva. Gerardo raccontava alla mamma che tutti i giorni glielo regalava un bel bambino col quale giocava.

Quando un giorno lui e sua madre si recarono alla chiesa della Madonna, Gerardiello indicò alla madre che il bambino in braccio alla Madonna era lo stesso bambino che ogni giorno gli regalava il panino.

Un altro fenomeno mistico che si verificò subito fu quello della comunione. Gerardo da subito mostrò una grande sensibilità verso la preghiera e la pietà, amava le messe, partecipava alle funzioni in chiesa e voleva fare la comunione.

San Gerardo all’epoca, era ancora molto piccolo per potere ricevere la comunione quindi doveva aspettare qualche anno ma un giorno durante la messa, si mise in fila sulla balaustra e il sacerdote accorgendosi di lui gli disse che non poteva ricevere la comunione.

Gerardo pianse tutta la notte e arrivata l’alba, gli apparve San Michele Arcangelo che lo comunicò. Un episodio bellissimo e soprannaturale.

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Gerardo, il lavoro e l’amore per Gesù

Cominciò a fare subito l’apprendista sarto, e il suo maestro insieme agli altri apprendisti lo maltrattavano terribilmente addirittura lo picchiavano. Lui non raccontava mai alla madre tutto quello che gli capitava a lavoro.

Addirittura quando il maestro sarto, un giorno lo picchiò, Gerardo gli disse “Dammi colpi ancora più forti perché Gesù è stato picchiato con botte più forti di queste e io essendo un peccatore, mi merito queste botte”.

Lui viveva un rapporto molto stretto con Gesù al punto di lasciarsi chiudere in chiesa dal sagrestano per stare notti intere in adorazione davanti al tabernacolo.

Una volta, faceva molto freddo e sentì la voce di Gesù che dalla porticina del tabernacolo gli parlò dicendogli “Gerardiello, sei proprio un pazzerello a stare qua con questo freddo”. E lui rispose a Gesù dicendogli “Signore è vero sono proprio un pazzerello ma voi mi avete dato l’esempio perché voi state notte e giorno ad aspettarci nel tabernacolo prigioniero d’amore”.

Il suo desiderio di stare in chiesa, di servire gli uomini di chiesa e di fare apostolato, lo porta a Lacedonia dove si trovava un Vescovo, Claudio Albini che purtroppo aveva un caratteraccio molto burbero, al punto che nessuno resisteva a casa sua a lavorare per più di tre mesi. Gerardo invece, a differenza degli altri, rimase a servirlo per ben tre anni.

Proprio in quell’occasione, Gerardiello dimostrò la sua pazienza immensa e cominciò a manifestarsi in lui, sempre più fortemente il soprannaturale.

Una volta ad esempio cadde la chiave dell’episcopio dentro al pozzo e tutta la gente era preoccupata perché immaginando il momento in cui sarebbe arrivato il Vescovo (con quel caratteraccio) sarebbe successa una grande polemica. Ma Gerardo non si scompose: prese una statuetta di Gesù bambino, la legò e la immerse dentro al pozzo, una volta ritirata su dal pozzo, la statua di Gesù bambino venne fuori con la chiave in mano.

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Questi fatti straordinari sono tutti testimoniati. Quando il vescovo Mons. Albini morì, nessuno lo compianse, soltanto lui.

 

Il desiderio di consacrarsi a Dio

Gerardo voleva consacrarsi a Dio ma il demonio lo aveva attaccato tramite la violenza, la derisione, le percosse di quel sarto ecc … dopo lo attaccava tramite la derisione del popolo di Murolucano. La gente lo prendeva in giro perché non si fidanzava mai, non era sposato, ed un giorno durante la processione della Madonna di Capodigiano, fermò la processione, prese un anello e lo mise al dito della Madonna dicendo a tutti che da quel momento in poi nessuno doveva più importunarlo perché si era fatto fidanzato con la Madonna.

Lui aveva un forte desiderio di consacrazione ma l’ordine dei cappuccini lo rifiutarono perché era gracile, debole di salute ecc.. Gerardo sembrava un tipo che non aveva né arte e né parte.

A quei tempi era facile scegliere la vita religiosa anche come sistemazione ma non era semplice entrare negli ordini religiosi.

Quindi una volta che lo rifiutarono i cappuccini, conobbe l’ordine dei redentoristi quando andarono a fare una predicazione a Murolucano. Gerardo infatti ne rimase affascinato e colpito.

Ma anche i redentoristi non lo volevano per gli stessi motivi dei cappuccini, Gerardo non si perse d’animo anche se i Padri redentoristi consigliarono alla madre di rinchiuderlo in camera.

Gerardo fece una classica corda con le lenzuola e riuscì a fuggire, lasciando un biglietto alla madre con su scritto: “Perdonami mamma, vado a farmi santo” e andò a rincorrere i passionisti.

Alla fine riesce a farsi accettare dai redentoristi come fratello laico. Gerardo quindi non poteva celebrare messa ma divenne l’anima delle loro missioni.

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Anche se non aveva studi, lo Spirito Santo gli diede il carisma della scienza infusa.