San Gildas ha scritto una bellissima invocazione agli angeli

Foto di Jarkko Mänty da Pixabay

Un santo di origini scozzesi che scrisse un invocazione agli angeli

 Gildas era nato in Scozia e successivamente si era trasferito in Galles entrando come monaco a Llanilltud Fawr. Di lui non si sa molto ma probabilmente si dice che prima era stato sposato e una volta rimasto vedovo entrò in monastero.

Era conosciuto con il soprannome “Il saggio” ed era famoso nella vita monastica gallese, tra i suoi monaci irlandesi vi fu anche S. Finniàn di Clonard.

La data della sua morte è collocata al 554, anche se generalmente si preferisce una data successiva, intorno al 570;

San Gildas è autore di un testo intitolato Lorica contente un invocazione agli angeli che mette in evidenza la conoscenza avanzata delle gerarchie angeliche da parte degli evangelizzatori.

Invocazione agli angeli di San Gildas

“O Unità, aiuta la Trinità,

O Trinità, abbi pietà dell’Unità:

vi imploro di aiutare me, che mi trovo in pericolo

come se fossi in alto mare.

Affinché la mortalità

Che imperversa in questo anno

E la vanità del mondo

Non mi portino via con loro,

chiedo alle sublimi Virtù

della milizia celeste

che non mi abbandonino ai nemici

per esserne straziato,

ma che mi difendano con armi potenti

e che mi precedano nella schiera della celeste milizia: Cherubini, Serafini, Michele e

Gabriele, con mille altri pari a loro.

Prego i Troni viventi, gli Arcangeli,

i Principati, le Potestà, gli Angeli

affinché, difendendomi essi nella folta schiera,

abbia io la forza di annientare i nemici.

Imploro poi tutti gli altri combattenti,

i quattro Patriarchi, i Profeti per quattro volte,

gli Apostoli, prodieri della nave di Cristo,

e tutti i Martiri, atleti di Dio.

Affinché grazie a loro la salvezza mi cinga

E allontani da me ogni male”.  

Bisogna anche dire che San Gildas fu tra i primi a denunciare la decadenza nel clero britannico, trascorse infatti, i suoi ultimi anni di vita in Bretagna, vivendo per un po’ come eremita su un’isola nella baia del Morbihan.

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Secondo il nuovo Martirologio Romano, Gildas scrisse plorans populi sui calamitates, increpansque principum et cleri pravitatem ( “piangendo sulle calamità abbattutesi sul suo popolo, e accusando i governanti e il clero per la loro depravazione”).

Gildas era un uomo molto colto, esperto di Ignazio di Antiochia, di Virgilio e delle Scritture, è stato anche un grande moralista.

La sua invocazione agli angeli rimane un testo preziosissimo per chi vuole invocare la presenza dei 9 cori angelici.

Fonte. Gaudium Press di Rita Sberna