San Sebastiano : mezzo dell’Amore

Una “Passio” scritta intorno al V secolo afferma che Sebastiano era un membro dei pretoriani, le guardie al diretto servizio dell’imperatore di Roma, ed era cristiano dalla nascita. Grazie al suo servizio, poteva portare conforto ai cristiani che erano destinati al supplizio. A sua volta fu denunciato come cristiano e condannato al supplizio delle frecce, per aver tradito la fiducia dell’imperatore Diocleziano. Ne uscì vivo ma non illeso: dopo le cure, si ripresentò a Diocleziano per rimproverarlo aspramente di quanto aveva commesso contro i cristiani. A quel punto, fu nuovamente condannato: frustato a morte, venne gettato, ormai cadavere, nella Cloaca Massima. Le sue spoglie furono però ritrovate e deposte nelle catacombe della via Appia.

Carissimi fratelli in Cristo , meditare sulla vita dai martiri è sempre emozionante , soprattutto , se abbiamo la capacità di riconoscere che come un tempo il sangue di tanti uomini e donne è stato versato , ancora oggi in varie parti del mondo i cristiani vengono ancora emarginati , carcerati , condannati ai lavori forzati ed anche uccisi . Persino in società con libero culto come l’Italia , ancora oggi la cultura cristiana va controcorrente , poiché scuote le tante coscienze ormai intorpidite dal pensiero mondano , perlopiù portatore di peccato e di morte spirituale . Ma questi sono anche i tempi di manifestare al mondo , con una vita conforme al Vangelo e alla dottrina cattolica , che come dice Papa Francesco ai giovani cristiani ““Lui vive e ti vuole vivo!”. Questo ha testimoniato Sebastiano in una vita spesa a servizio dei suoi fratelli cristiani che aiutava nel momento della prova e dell’afflizione cercando di portare il calore dell’amore stesso di Dio , che potesse alleviare le ferite dell’anima e far andare questi fratelli pieni di coraggio e di forza per sfidare la morte, per poi vincerla entrando nel regno della vita . Come se Sebastiano fosse un vero e proprio compagno di strada che non ha paura di condividere il dramma della persecuzione per illuminare quel momento con la luce della fede condivisa. La consolazione che porta il cristiano non è un falso amore che fa ripiegare solamente su se stessi per piangere i propri dolori , come spesso accade nelle nostre relazioni , ma la consolazione che porta il cristiano è la presenza di Dio stesso che si incarna nel nostro amore per abitare in mezzo a noi ed illuminarci nei momenti di buio come illuminò l’umida stalla di Betlemme e la fredda notte della sua nascita. Questo è il nostro Dio ,che si serve della vita di tanti nostri fratelli per far arrivare il suo amore , il solo che ci rialza , che ci dona dignità e che ci sprona ad alzare lo sguardo per intravedere la gloria futura . Si serve delle mani dolci dei fratelli e delle sorelle che ci accarezzano o che ci danno una pacca sulla spalla , della loro bocca per far arrivare la logica del Vangelo che cura le nostre ferite con la forza e il calore dello Spirito Santo e dei loro occhi per farci sentire amati e cullati dal Suo Amore misericordioso. Fratelli e sorelle , Dio circola attraverso di noi , attraverso il nostro amore . Da cristiani non ci possiamo permettere di giudicare con occhio maligno come e quanto l’altro fratello sta amando , perché magari mentre sto giudicando il modo di amare del mio fratello , io stesso sto bloccando la circolazione di Dio nel mondo , poiché non sto donando amore. Ognuno di noi ha questa responsabilità per cui ha sofferto ed è morto Sebastiano : far arrivare la forza e l’amore di Dio ai fratelli ammalati nel corpo ,  ma soprattutto feriti nel cuore. Noi siamo il mezzo che Dio giudicherà al suo cospetto e certamente Sebastiano è stato un mezzo che risplende e che scuote il nostro egoismo .

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Francesco Pio Petrachi

Per entrare meglio nel mistero