Santa Elisabetta : la donna dell’accoglienza

Dal Vangelo secondo Luca

In  quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».  Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Carissimi fratelli in Cristo , leggendo il Vangelo della visitazione ci viene descritta la gioia di un incontro tra due donne che sono state toccate dall’amore di Dio e si sono lasciate amare e visitare dalla sua provvidenza. Due donne gravide di due bambini , ma soprattutto di Spirito Santo, poichè hanno la capacità di vedere l’una nell’altra non un qualunque volto , ma la presenza di Dio. Magari  fossero pieni di Spirito Santo i nostri incontri , al posto di essere ripieni di umanità e pettegolezzo , così da essere mezzi di santificazione e non di dannazione e di divisione nelle nostre comunità. Maria è la donna che è visitata  e perciò non viene meno alla missione di visitare per portare la stessa grazia a sua cugina . Non rimane in estasi dopo l’annunciazione , ma porta e si rende mezzo dell’amore . Carissimi , la Chiesa oggi dovrebbe diventare come la Vergine , che è visitata dall’Emmanuele , il Dio con noi e lo porta al mondo per condividere la gioia di essere amati .”Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo” La gioia che si viene a creare quando si condivide il dono della fede tra fratelli e sorelle , è segno visibile , chiaro ,evidente che Dio è presente in mezzo a noi , e quando ciò caratterizza i nostri rapporti diventiamo santi . Per cambiare il mondo , bisogna cambiare le nostre relazioni che possono diventare davvero luoghi dove si condivide la gioia di essere stati visitati da DIO. Elisabetta è invece la donna accogliente , colei che non teme di accogliere la testimonianza e il dono di sua cugina , anzi la vede come la Madre del Signore  prima ancora che Maria glielo dicesse , perchè è  capace di percepire la gioia come segno della visita di Dio nell’anima . Santità è saper vedere negli altri un dono e un fratello e una sorella con cui camminare verso il cielo e a cui gridare l’immenso amore che Dio ha verso noi semplici e umili creature . Abbiamo bisogno di uomini e donne che sappiano essere accoglienti verso Dio e che sappiano gridare al mondo le grandi opere che Dio ha compiuto nella storia . Oggi non si testimonia perchè non si è accolto la presenza di Dio nell’anima o perchè ci si vergogna di testimoniare . Incontrare , testimoniare e condividere
: queste le tre parole del cristiano.

Francesco Pio Petrachi

Per entrare meglio nel mistero