Secondo il dott. Sansonna “La comunione in bocca non mette a rischio di coronavirus”

Foto di Robert Cheaib da Pixabay

Il dottor Fabio Sansonna sul sito della Nuova Bussola quotidiana, ha scritto quanto segue:

“Io lavoro in un ospedale con malati di COVID e questo mi ha portato ad approfondire e discutere l’argomento anche con altri colleghi. In base alla letteratura scientifica siamo giunti alle seguenti conclusioni: il Coronavirus a differenza di altri virus, attacca direttamente le mucose delle vie respiratorie alte (naso, faringe e laringe) e basse (bronchi e bronchioli), direttamente sui suoi recettori e senza passare dalle vie linfatiche e dal sangue come invece fanno altri virus.

Il COVID infetta le cellule delle mucose delle vie aeree soprattutto viaggiando attraverso goccioline (droplets) o in forma idro gassosa di aerosol. Di conseguenza, benché sia stata ipotizzata, non è mai stata finora dimostrata la trasmissione per contatto. Il palmo delle mani e i polpastrelli, come la saliva, sono i principali vettori di Coronavirus, ma è difficile che possano causare infezione non contenendo virus in forma di goccioline o aerosol: infatti il Coronavirus deve “prendere il volo” per poter infettare. Finché la saliva non passa dallo stato liquido, come è normalmente in bocca, allo stato di goccioline o aerosol è potenzialmente innocua. La saliva diventa pericolosa quando si nebulizza in droplets con gli starnuti o la tosse o il parlare ad alta voce a breve distanza. Senza mascherina o con mascherina abbassata sotto il naso, le goccioline di saliva dopo uno starnuto arrivano fino a 6 metri di distanza, (per cui 1 metro non basterebbe), dopo colpi di tosse fino a 2 metri.

Il palmo delle mani e i polpastrelli possono essere depositi di virus, ma difficilmente possono essere causa di infezione diretta, per cui certe soluzioni suggerite, come il disinfettarsi le mani in chiesa prima di ricevere la particola, o il mettere i guanti sono a mio avviso discutibili. E non dico inutili, ma non saranno certo queste manovre a proteggerci principalmente dall’infezione. Ed anche la saliva, pur contenendo virus, non può infettare finché resta liquida in bocca e non passa allo stato aeriforme (neanche se la classica vecchietta sbauscia le dita del prete, cosa comunque da evitare prendendo la particola con le labbra sul bordo opposto).

Oltretutto la saliva contiene il lisozima che è un disinfettante naturale, il quale agisce anche contro i virus: addirittura il lisozima viene ora impiegato anche come farmaco contro il Coronavirus”.

E sulla modalità di ricevere la comunione, il dottor Sansonna aggiunge: “sono indifferenti e potenzialmente entrambe innocue per quanto riguarda il rischio Coronavirus. Occorrerà dare molta piu’attenzione invece ad altre manovre e presidi e cioè alle mascherine, evitando di starnutire o tossire in chiesa e soprattutto al momento della Comunione davanti al prete quando ci si dovrà, per forza di cose, togliere la mascherina per qualche secondo per ricevere la particola …. in un modo o nell’altro… Siamo stati spesso attaccati per il caso Galileo, quando semmai il gesuita padre Grassi ha voluto imporre una falsa idea scientifica (durata 2 secoli!) solo per difendere le sue convinzioni, neanche teologiche, ma clericali: vorrei evitare che cose simili si ripetessero, per quanto ami la Chiesa.

Come la terra e il sole continuavano a girare a modo loro indipendentemente dalle idee dei gesuiti, il Coronavirus fa lo stesso e infetta solo per via aerea indipendentemente da chi è pro o contro la comunione in bocca o nelle mani. Potremmo dire con un’espressione efficace che il COVID viaggia solo in aereo, ma non naviga riferito alla saliva finché resta in bocca in forma liquida. A conferma di quanto esposto, durante l’epidemia da COVID i chirurghi hanno ridotto gli interventi fatti in laparoscopia proprio per evitare che insufflando gas in addome fuoriuscissero dalle valvole goccioline aeriformi contenenti Coronavirus.

In sintesi, questa dovrebbe essere una bella notizia per tutti: sapere che nessuna delle 2 modalità di ricezione della particola rappresenta in effetti un serio rischio di infezione. Con questo non intendo affatto sminuire l’importanza delle precauzioni igieniche finora suggerite”.

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