L’intervista presenta la testimonianza vocazionale di don Maurizio Mirilli, parroco del Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi (Roma), e autore del libro “Alzati. L’incontro tra due libertà” (Ed. San Paolo). La copertina, ispirata alla Creazione di Michelangelo, sintetizza il cuore del libro: l’incontro tra la libertà di Dio che rialza l’uomo e la libertà dell’uomo che sceglie di rispondere.
La vita prima del sacerdozio
Prima di diventare sacerdote, Mirilli era un giovane manager con una carriera promettente, animato dal desiderio di affermazione e riscatto personale dopo difficoltà familiari. Pur essendo impegnato in parrocchia come catechista e animatore, coltivava il sogno di una vita professionale brillante e di una famiglia aperta all’accoglienza.
La chiamata e il lungo discernimento
La vocazione si manifestò presto, ma il cammino fu complesso. A 23 anni, pronto a entrare in seminario, si scontrò con la forte opposizione dei genitori e rinunciò. Dopo sei anni di successi lavorativi, la chiamata riemerse con forza. Decisivo fu il sostegno della madre, che gli disse: “Prima di morire desidero vederti felice”. A 29 anni pronunciò finalmente il suo “sì”, vivendo una gioia travolgente.
L’ordinazione con Giovanni Paolo II
Il 2 maggio 2004 fu ordinato sacerdote da San Giovanni Paolo II, nell’ultima ordinazione del Papa. Mirilli ricorda lo sguardo penetrante e la stretta di mano del Pontefice come un simbolico “passaggio di consegne”.
La Casa della Gioia
Durante il ministero a Tor de’ Schiavi, Mirilli incontrò famiglie con figli disabili e genitori gravemente malati. Da qui nacque l’ispirazione per la Casa della Gioia, una struttura ricavata nel sottotetto della chiesa per accogliere giovani disabili rimasti soli. Inaugurata da Papa Francesco, oggi ospita cinque ragazzi, due suore e numerosi volontari. Per Mirilli, questa realtà è una fonte quotidiana di forza e speranza.
Il messaggio del libro
Nel libro “Alzati”, i lettori trovano:
- una riflessione sulla libertà di Dio e sulla libertà dell’uomo;
- il travaglio delle scelte vocazionali;
- testimonianze di vita raccolte nei suoi anni di ministero;
- una provocazione a non restare passivi, ma a rispondere attivamente all’invito del Signore;
- una meditazione sul tema della morte, spesso rimossa nella cultura contemporanea, ma che la fede aiuta ad affrontare senza paura.
La speranza cristiana
Don Maurizio ricorda che la speranza non è un’idea astratta, ma una persona: Gesù Cristo, che ha vinto la morte e dona la forza per superare ogni forma di “morte interiore”.
















