Simona Amabene:“Dal Twiga a Medjugorje, la Chiamata di Maria”

La conversione di Simona Amabene è sbocciata a Medjugorje nel 2009. In quel luogo dove la Madonna appare da 34 anni, Simona ha accolto l’invito di Maria ed oggi più che mai, il suo impegno è quello di divulgare il Suo amore materno e i Suoi messaggi anche attraverso il progetto “La Costola Rosa”.

Prima della conversione, lavoravi come Pr presso un noto locale della Versilia chiamato “Twiga”. Intorno agli anni 90, il tuo sogno era lavorare nel mondo dello spettacolo?
Come tanti giovani, sono rimasta abbagliata dal mondo dello spettacolo. Sono cresciuta in una realtà di provincia, e sin da ragazzina ho sentito il desiderio di emanciparmi e di uscire da quella realtà che mi stava stretta e pensavo che lavorare in quell’ambiente mi avrebbe realizzata.

Infatti sei diventata la ragazza immagine del motomondiale …
E’ stata una cosa veramente strana ritrovarmi in quel contesto. Mi ero iscritta ad un corso di taglio e cucito nella parrocchia dei miei nonni a La Spezia, e per caso, a quel corso si era pure iscritta una ragazza americana di nome Sara. Fu proprio lei a propormi di lavorare per delle agenzie di moda ed eventi e così ho iniziato per il motomondiale. Poi mi sono trasferita a Milano e ho proseguito facendo tante esperienze.

Nel 2008 arriva per te, l’occasione di lavorare al Twiga, un noto locale frequentato da (grossi) noti personaggi del mondo dello spettacolo …
Maurizio Bendinelli, mio amico e allora direttore del Twiga, mi chiese di affiancarlo e con molto entusiasmo accettai. Era un locale frequentato da personaggi dello spettacolo, dello sport e della politica.
I Soci del locale, quel periodo erano: Flavio Briatore, Marcello Lippi, Daniela Santanchè e Paolo Brosio.

Dentro di te mancava sempre qualcosa ed ecco che la Madonna si mostra nella tua vita, tramite una foto …
L’ultima volta che mi ero confessata era stata per la cresima, poi non andavo a Messa la domenica e non pregavo. Dentro di me, sicuramente c’era il desiderio di Dio che comunque trascuravo.
Poi nell’estate del 2008, andai a trovare mia mamma che vive vicino ad un Santuario mariano, e proprio in quell’occasione, mia madre mi regalò una foto che le diede una sua cliente al rientro da Medjugorje.
Quando vidi quella foto, in cui vi era l’immagine della Madonna, mi colpì subito il suo viso così dolce, e devo dire che non sapevo nulla di Medjugorje nemmeno dove si trovasse.
Misi quella foto nella mia camera e poi ripresi la mia vita di sempre.
Ci fu un momento in cui tornai da mia madre, come ho detto prima, nei pressi dell’abitazione dei miei genitori vi è un Santuario dedicato alla Madonna di Roverano ed entrando in chiesa, pregai la Madonna di aiutarmi a mettere ordine nella mia vita.

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Nel 2009, arriva la grande svolta della tua vita: la Chiamata a Medjugorje!?
Esatto. Benedico questa chiamata di Maria perché prima di allora, avevo una visione sbagliata della Chiesa, la consideravo l’ultima spiaggia per quelle persone disperate. Mentre grazie a Medjugorje, ho conosciuto una Fede, vera e viva, vissuta da tutti sia dai giovani che dalle famiglie.

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Oggi ti occupi in maniera particolare delle donne con un progetto che si chiama “La costola rosa”. Di che si tratta?
La Costola Rosa nasce da un’ispirazione che ho sentito mentre pregavo il Rosario sulla Collina delle Apparizioni durante un ritiro a Medjugorje in cui mi trovavo sola senza il gruppo. Ho sentito il bisogno di “aiutare le donne”.
Ho pensato molto alla condizione della donna di oggi, agli importanti compiti che svolgiamo in famiglia, nella società, e a quanto sia impegnativo ricoprire tanti ruoli: fidanzata, moglie, mamma, figlia, amica, lavoratrice. E poi quante di noi fanno i conti con la sofferenza di una malattia, il dolore di una separazione o la perdita lacerante di un figlio, la solitudine, la ferita per una gravidanza rifiutata o per una violenza subita?
Ho accolto così nel mio cuore l’invito a fare qualcosa per le donne, per portare loro la speranza (Gesù), non solo quelle messe a dura prova dalle sofferenze della vita, ma anche quelle che apparentemente hanno tutto ma in realtà non si sentono pienamente realizzate nel loro intimo.
Se guardo alla mia esperienza personale, vedo come Gesù mi ha riempito di serenità, donandomi la consapevolezza di essere profondamente amata da Lui senza condizioni. Credo infatti che per quante attenzioni possiamo ricevere da un buon genitore, da un amico, dal proprio amato, restano sempre dei vuoti insaziati: solo Gesù, se noi gli permettiamo di entrare nella nostra vita, può colmare nella totalità i nostri bisogni, guarire col suo amore le ferite procurate dalle esperienze dolorose, e donarci un benessere interiore senza eguali. E Maria è l’unica vera guida che può condurci a Lui: la donna per eccellenza, coraggiosa, accogliente, femminile che ha creduto, sperato e amato, nonostante i tanti momenti difficili della sua vita terrena.

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Quali sono le iniziative de “La Costola Rosa”?
Le iniziative sono :
un ritiro annuale a Medjugorje dedicato alle donne e guidato dall’attuale parroco padre Marinko Sakota: un’occasione per prenderci cura della nostra vita spirituale e quindi di noi stesse, per rinnovarci e portare poi a casa il bene che abbiamo ricevuto, per essere mogli, mamme, figlie, lavoratrici migliori; !
– una rubrica al femminile all’interno della rivista Medjugorje. La presenza di Maria, ogni mese in edicola, in cui racconto le storie, intense e talvolta drammatiche, di donne capaci di aprire il loro cuore a Dio e di risalire dal baratro più forti di prima, donandoci un messaggio di speranza e di coraggio nella Fede. Il primo articolo, senza volerlo, è stato pubblicato il 15 giugno 2014, in coincidenza dell’inizio della Novena alla Madonna Regina della Pace, e ne ho potuto toccare con mano gli effetti positivi: Ausilio, un padre distrutto dalla tragica morte del figlio, “per caso” mi ha raccontato che grazie a una di queste storie ha deciso di partire per Medjugorje e lì ha trovato
la voglia di ricominciare a vivere; !
– i Cenacoli con Maria, incontri di preghiera mensili per riscoprire una sana abitudine: la preghiera in famiglia ,“la chiesa domestica”. Oggi sono circa una decina sparsi in Italia, e due in Francia coordinati dalle donne che pregano con i loro mariti, figli, familiari, amiche e amici.
E hanno già dato frutto: una rappacificazione tra Luigia e Cesare, moglie e marito, che erano separati da tempo.
E i Cenacoli Online con le donne della Costola Rosa ci “connettiamo” via internet, circa due volte al mese, per pregare insieme. La rete ci consente di “incontrarci” seppur dislocate in varie parti d’Italia, e di portare avanti la nostra missione, di operare il bene con l’arma vincente, il Rosario. !
– una pagina Facebook, che vuole diffondere i valori morali e spirituali cristiani, e dare ossigeno a chi è schiacciato dalle tante piccole e grandi fatiche quotidiane.

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Qual è l’insegnamento che in assoluto Maria ti ha trasmesso a Medjugorje?
Me ne ha trasmessi tanti, e c’è ancora tanto che devo scoprire. Maria mi ha trasmesso un grande amore, e sto cercando di capire che l’essere veramente cristiani significa amare, non bastano soltanto le pratiche esteriori perché dobbiamo crescere nella fede e nell’amore. Dobbiamo imparare ad amare prima di tutto noi stessi e poi il prossimo, soprattutto nelle relazioni umane vicine a noi.
La vera testimonianza di Medjugorje è proprio il cambiamento del cuore con il nostro esempio di vita.
Ho assistito a tante guarigioni fisiche a Medjugorje, ma più di tutto mi ha sconvolto vedere persone ribaltate nel cuore.
Servizio di Rita Sberna