L’intervista approfondisce la figura di Papa Giovanni Paolo I (Albino Luciani), pontefice per soli 33 giorni nel 1978, e il lavoro svolto dalla Fondazione Vaticana Giovanni Paolo I, recentemente istituita. Ospite è Stefania Falasca, vaticanista di Avvenire, vice-postulatrice della causa di canonizzazione e vicepresidente della Fondazione.
Perché nasce la Fondazione Giovanni Paolo I
La Fondazione nasce al termine del lungo lavoro della causa di canonizzazione, conclusa nel 2017 dopo 13 anni di ricerche. Grazie alla causa è stato possibile raccogliere e ordinare un vasto patrimonio di fonti, scritti e documenti di Luciani, mai studiati in modo sistematico. La Fondazione ha quindi il compito di:
- promuovere studi scientifici sulla figura e il pensiero di Luciani
- tutelare e diffondere il suo patrimonio culturale e spirituale
- favorire nuove ricerche sul suo magistero
La causa di canonizzazione segue invece un percorso distinto, attualmente in corso con l’esame di un presunto miracolo.
Chiarezza sulle cause della morte
Falasca spiega che il suo libro Papa Luciani. Cronaca di una morte si basa su:
- documenti d’archivio
- testimonianze raccolte durante la causa
- relazioni mediche custodite sotto segreto professionale
Il lavoro ha permesso di smentire definitivamente le teorie complottistiche che per 40 anni hanno alimentato una “letteratura noir” sulla morte del Papa.
La ricostruzione ufficiale mostra che:
- Luciani morì la sera del 28 settembre 1978, intorno alle 23
- fu trovato la mattina seguente dalle suore dell’appartamento
- era seduto sul letto, con gli occhiali e un foglio in mano, come se si fosse addormentato leggendo il Vangelo di Giovanni
- stava preparando un’udienza, come era sua abitudine
La testimonianza della suora Marina, mai ascoltata prima, è stata decisiva.
Il magistero di Papa Luciani
Nonostante la brevità del pontificato, il suo insegnamento è considerato di grande attualità. I tratti distintivi:
- linguaggio semplice e comprensibile, in linea con il Concilio Vaticano II
- prossimità, umiltà, semplicità
- forte attenzione alla collegialità episcopale, all’unità dei cristiani, alla pace
- centralità delle virtù teologali: fede, speranza, carità
- attenzione al sociale e alla dottrina sociale della Chiesa
Luciani preparava con grande cura ogni intervento, anche quelli che sembravano improvvisati.
Incontri e aneddoti
Viene ricordato l’incontro con suor Lucia di Fatima, spesso romanzato. Falasca chiarisce che:
- fu un incontro preparato da persone vicine alla suora
- non vi furono profezie sul futuro pontificato
- molte narrazioni successive sono state ingigantite
Luciani era già una figura molto stimata nella Chiesa, non un “sconosciuto” improvvisamente eletto.
La causa di canonizzazione
La causa iniziò tardi, 25 anni dopo la morte, rendendo difficile raccogliere testimonianze dirette. Tra le deposizioni più importanti:
- quella dell’ultima suora dell’appartamento
- quella di Benedetto XVI, unico caso storico di un Papa che depone per un altro Papa
La causa fu aperta non a Roma ma a Belluno, diocesi natale di Luciani, dove trascorse 46 anni della sua vita.
Il “Dio mamma” e la misericordia
Luciani parlò più volte di Dio come padre e madre, citando Isaia. La sua predicazione era centrata sulla tenerezza, sulla misericordia e sull’amore preveniente di Dio. Questo aspetto lo avvicina molto alla sensibilità di Papa Francesco.
La povertà
Sia Luciani che Francesco condividono una forte attenzione ai poveri. Per Luciani la povertà era:
- un tratto spirituale
- un’eredità della sua terra veneta
- un tema centrale del Concilio Vaticano II
Una frase che riassume il suo spirito
L’intervista si chiude con una frase di Luciani: “Siamo servi della verità, non padroni.”
Un richiamo all’umiltà della Chiesa, riflesso della luce di Cristo.
![Giorgia Trasselli “Gesù è stato il mio primo fidanzato” [titolo] 25](https://www.cristianitoday.it/wp-content/uploads/2016/11/titolo-26-218x150.jpg)















