L’intervista approfondisce il contenuto dell’ultimo libro di padre Gabriele Amorth, dedicato ai messaggi della Madonna di Medjugorje, e realizzato in collaborazione con i giornalisti Paolo Rodari e Roberto Italo Zanini, quest’ultimo ospite della puntata.
1. Padre Amorth e la sua convinzione su Medjugorje
Zanini racconta che padre Amorth fu tra i primi italiani a recarsi a Medjugorje, appena un mese dopo le prime apparizioni. All’epoca era direttore di una rivista mariana e poté incontrare facilmente i veggenti, parlare con loro e assistere ad alcuni momenti delle apparizioni. Fin da subito si convinse della veridicità dei fatti, trovando i veggenti credibili e i messaggi perfettamente in linea con il Vangelo e con Fatima.
Per padre Amorth, un segno decisivo era la quantità di conversioni e confessioni che avvenivano a Medjugorje: per lui, questo era un criterio fondamentale per riconoscere l’autenticità delle apparizioni.
2. Il rapporto tra Amorth, i veggenti e il ministero dell’esorcismo
Padre Amorth aveva conosciuto tutti i veggenti e intratteneva un rapporto particolarmente bello con alcuni di loro, soprattutto per la loro testimonianza sul Cuore Immacolato di Maria. Durante gli esorcismi invocava spesso la Regina della Pace, insieme ad altri santi a cui era molto devoto, come Padre Pio e il suo maestro padre Candido.
Zanini ricorda che Amorth consigliava spesso alle persone in cammino di liberazione di recarsi nei santuari mariani, perché lì molti trovavano pace e guarigione spirituale. Medjugorje, in particolare, era per lui un luogo di liberazione.
3. L’eredità delle catechesi inedite
Il libro nasce da un materiale prezioso e inedito: vent’anni di catechesi mensili che padre Amorth teneva a Roma per un gruppo di pellegrini legati a Medjugorje. Dopo la sua morte, Zanini venne a conoscenza di queste registrazioni e trascrizioni, raccolte con cura da alcuni membri del gruppo. Da questo grande archivio è nata la prima parte del libro, frutto di un lungo lavoro di selezione e sistemazione.
4. Inferno, misericordia e continuità con Fatima
La seconda parte del libro raccoglie i messaggi della Madonna che parlano dell’inferno. Padre Amorth affrontava spesso questo tema, ma sempre alla luce della misericordia divina, del Cuore Immacolato di Maria e del messaggio di Fatima. Per lui, Medjugorje e Fatima erano profondamente collegate: entrambe richiamano alla conversione, alla preghiera e alla pace.
5. Il piano di Maria e il discernimento sui messaggi
Zanini legge un passaggio del libro in cui Amorth commenta un messaggio del 2010: la Madonna non viene per annunciare castighi, ma per guidare l’umanità alla conversione e alla pace. Da qui l’invito a non lasciarsi turbare da messaggi catastrofici o falsi: la vera voce di Maria porta serenità, fiducia e pace, non agitazione.
6. Un ricordo personale di padre Amorth
L’intervista si chiude con un ricordo toccante: Zanini racconta di aver chiesto a padre Amorth come riuscisse a ritrovare serenità dopo esorcismi molto duri. La risposta del sacerdote fu semplice e luminosa: “Vado davanti al Santissimo, mi inginocchio, lo guardo… e Lui mi sorride.”














