4 marzo 2018: buon compleanno in Cielo, Lucio!

4 marzo 2018: buon compleanno in Cielo, Lucio!

Era uno dei pochi cantautori italiani che non nascondeva la propria fede: “Sono cristiano, sono cattolico, credo fermamente in Dio e professo la mia fede sempre – dichiarò Dalla nel 1994 –. La fede cristiana è il mio unico punto fermo, è l’unica certezza che ho. La fede è una grande certezza in una società come la nostra che diviene ogni giorno più complessa, più enigmatica. La nostra società moderna ha un grande bisogno di fede. Nelle mie canzoni ci sono molti valori cristiani. Metterei l’accento sulla parte umanistica della vita, quello che cerco attraverso le mie canzoni è invitare ad aumentare la propria coscienza. Ho trovato una grande forza nelle parole dei Salmi, non lasciano indifferenti”.

Un percorso, quello di Dalla, che diventa più esplicito nell’ultimo ventennio della sua vita. Canzoni e dischi dai titoli inequivocabili – Amen, INRI – l’esibizione davanti a San Giovanni Paolo II nel 1997, quella davanti a Benedetto XVI nel 2007, la frequentazione dell’Opus Dei e dei domenicani di Bologna (la basilica di San Domenico, a due passi dalla sua abitazione a via d’Azeglio, dove andava spesso a messa e a confessarsi, divenne il suo punto di riferimento spirituale, in particolare nella persona di padre Bernardo Boschi, che celebrò poi i suoi funerali). “Nessuno può impedire all’uomo di aspirare al divino. Dio è in ogni luogo, nel volto degli uomini, nel sorriso di un bambino, anche in una canzone ben eseguita”, dichiarò il cantautore alla fine del 2007, al quotidiano cattolico online Petrus. Nella stessa intervista, Dalla confidò la sua ammirazione per San Josemaria Escrivà de Balaguer: “Non faceva del lavoro un idolo, ma affermava che qualsiasi attività dovesse essere eseguita con scrupolo, professionalità e dedizione. Così ci si santifica nel lavoro e si santifica il lavoro”, disse a proposito del fondatore dell’Opus Dei. Si dichiarò anche contrario all’aborto: “La vita va difesa sempre e comunque, dal suo momento iniziale alla fine naturale”.

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Un capitolo sofferto e delicatissimo: l’omosessualità. “Non appartengo a nessuna sfera sessuale” e “non mi sento omossessuale”, arrivò a dichiarare nel 1979. “Mi sento pronto e disponibile a tutte le situazioni di amore, di affetto, di amicizia, di sentimenti, di tenerezza” ma “la mia cultura non è una cultura omosessuale”, disse in un rarissimo momento di apertura sulla sua intimità. Dalla difese sempre a spada tratta il suo privato e non volle mai che venisse a condizionare la sua immagine di artista. Con che spirito realmente vivesse il suo orientamento sessuale non è noto. Di sicuro, non aderì mai a nessuna ideologia da Gay Pride, non ostentò mai le sue tendenze, né le strumentalizzò a fini personali, come invece cercarono di fare taluni attivisti lgbt subito dopo la sua morte. Anche in questo fu un grande. Non era perfetto Lucio Dalla ma nella sua anima era sempre accesa una scintilla di infinito.