Beate Teresa di Sant’Agostino e 15 compagne : testimoni della fedeltà a Cristo e alla Chiesa

Sono le sedici Carmelitane Scalze del monastero dell’Incarnazione di Compiègne (Francia). Appena la rivoluzione francese degenerò nel terrore, si offrirono a Dio come vittime di espiazione per impetrare pace alla Chiesa e al loro Paese. Arrestate e incatenate il 24 giugno 1794, ebbero la forza di comunicare anche agli altri la loro gioia e la loro fede. Condannate a morte per la loro fedeltà alla Chiesa e alla vita consacrata e per la loro devozione verso i sacri Cuori di Gesù e Maria, furono ghigliottinate a Parigi il 17 luglio 1794, mentre cantavano inni e dopo aver rinnovato i voti nelle mani della priora, Teresa di Sant’Agostino. Furono beatificate da San Pio X il 13 maggio 1906.

Certamente le sedici Carmelitane scalze di cui stiamo parlando oggi , non sono state donne che hanno fatto solo  discorsi teologici , ma hanno testimoniato con la loro vita un incontro con una identità viva che è Gesù Cristo , il solo che dopo duemila anni di storia continua a toccare i cuori , a sedurli con la sua Parola e a donare la guarigione del cuore che ogni uomo cerca . La fedeltà a Cristo alla Chiesa quindi che queste suore hanno testimoniato  era diventata l’unico senso della loro vita e quando il periodo storico a cui appartenevano , stava iniziando a condizionare  la loro fede , esse non si sono piegate ai diktat della società , ma hanno attestato  la loro fedeltà , incarnando e vivendo sulla loro pelle il sacrificio dell’unigenito figlio di Dio sul Calvario e che si ripete in modo incruento sull’Altare santo in ogni celebrazione eucaristica. Questo non vuol dire che bisogna morire per forza martiri per essere veri cristiani , ma in un periodo storico in cui l’umanità sta ripudiando sempre di più la logica evangelica e della Chiesa Cattolica , si deve risvegliare nelle nostre anime  una certa fierezza di appartenere a Cristo e alla Chiesa Cattolica perché altrimenti il rischio è quello di tenere rinchiusa la nostra fede nei nostri recinti per paura che essa condizioni la nostra vita e quindi diventi lontana dalla realtà. La fede è dinamismo che non possiamo rinchiudere , ma che dovrebbe avvolgere la nostra esistenza , come l’amore per un ragazzo/a che entra a far parte di tutta la nostra vita e non di scarti frammentari . E’ normale che se io blocco Dio e non lo faccio operare , rinchiudendolo in uno stanzino del mio cuore , il quale si apre esclusivamente per bisogni materiali , lì la mia vita non cambia e potremmo portare mille croci sul collo, sulle orecchie , sulle magliette , ma il mistero di Cristo non si potrà mai incarnare nella mia esistenza come ha fatto nella vita delle Beate Teresa di Sant’Agostino e 15 compagne .Mi emoziona anche il particolare che le suore cantino inni mentre erano condotte verso la ghigliottina , questo ha confutare il vittimismo di molti cristiani , che appena arriva una difficoltà  si abbattono e tra crocifissioni e flagellazioni varie , si lamentano in continuazione per farsi lodare dalla gente , invece di cercare l’incontro con Dio , il solo che dona senso alla sofferenza. Carissimi fratelli in Cristo , che grande testimonianza ci lasciano queste suore ! Restiamo fedeli nell’unica autentica fede che è nella dottrina cattolica e nella fedeltà a Cristo , al papa e alla Chiesa , restiamo saldi e testimoniamo al mondo sempre di più ateo  , che è bello amare fino in fondo un Dio che si è immolato per un popolo di peccatori e per donare senso alla sofferenza mediante la luce della Pasqua che mai nessun uomo potrà spegnere nei cuori dei fedeli.

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Francesco Pio Petrachi

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