Chiara Corbella, una di noi

Chiara Corbella Petrillo
Foto: www.chiaracorbellapetrillo.org

Una cosa bella (tra le tantissime) dei santi è che sono assolutamente identificabili con le persone comuni. Di certo, un santo avrà più virtù e carisma della media ma la sua è una “superiorità” che non lo allontana dalle persone, al contrario lo rende pienamente umano e prossimo a chiunque. Negli ultimi tre-quattro decenni, in particolare, i Papi hanno sempre più beatificato e canonizzato tanti uomini e donne della porta accanto. Sempre più laici sono stati elevati agli altari: tra loro spicca un buon numero di giovani. Così come il beato Carlo Acutis (1991-2006) è diventato un punto di riferimento per gli adolescenti “nativi digitali”, la Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo (1984-2012) è diventata un modello di santità per le giovani spose e mamme; di lei, lunedì 13 giugno 2022, ricorre il decennale della nascita al Cielo.

Nella sua normalità, Chiara è stata una ragazza speciale sin dalla sua infanzia. Nata e cresciuta a Roma, a due passi dal Colosseo, ricevette un’ottima educazione cattolica dalla mamma Anselma. Lei e la sorella maggiore Elisa crebbero nel Rinnovamento Carismatico; Chiara, in particolare, sviluppò una fervente e precoce devozione mariana. Il papà Roberto, per sua stessa ammissione, è sempre stato il ‘meno devoto’ della famiglia, ma ha trasmesso alle figlie il rispetto del prossimo, la curiosità per la vita e, in particolare, per i viaggi (per molti ha lavorato nel comparto turistico). Intervistato da Cristiani Today, Roberto Corbella ha definito la figlia Chiara “una ragazza come tante”, “positiva, molto solare, sempre attenta al prossimo, riflessiva” e con un “rapporto molto particolare con Dio”, con il quale “conversava” in un approccio molto informale, “parlandoci addirittura in romanaccio”.

È in questo contesto di armonia familiare, di serenità personale e di valori molto solidi che Chiara diventa adolescente e adulta. Studentessa brillante, si iscrive a Scienze Politiche con indirizzo Cooperazione e Sviluppo: l’aiuto ai meno fortunati è fortemente radicato nella sua indole. Una sua grande passione è la musica e, in particolare, il violino che suona spesso in chiesa. Chiara è espansiva, ben voluta da tutti, molto rispettosa e delicata con chiunque. Ha però una fortissima personalità. Se è convinta di una cosa, lo dice senza troppi giri di parole ed è impossibile farle cambiare idea. Già dall’adolescenza, ha le idee chiare anche sull’amore. La sua radicalità la porta a rifiutare praticamente tutti i (non pochi) corteggiamenti ricevuti fino ai 18 anni. Lei attende solo l’amore vero e crede tantissimo nel matrimonio. Su questo principio non sente alcun bisogno di fare prediche a nessuno: il suo esempio e la sua condotta parlano da soli.

La maggior parte dei suoi coetanei e coetanee sono pieni di dubbi e angosce nel rapporto con l’altro sesso. Chiara non è come loro e si lascia guidare dallo Spirito Santo. È con questa fiducia incrollabile che il 2 agosto 2002, durante un pellegrinaggio a Medjugorje, conosce Enrico Petrillo, cinque anni più grande e romano come lei: la Provvidenza, però, vuole che i due giovani si incontrino per la prima volta in una località mariana e – “dioincidenza” notevole – nel giorno del Perdono d’Assisi. Negli anni successivi, infatti, Assisi e la spiritualità francescana saranno determinanti nelle scelte di vita di Chiara. Nei pochi giorni a Medjugorje, Chiara ed Enrico familiarizzano molto, tra loro c’è un grande feeling ma, sul momento, non nasce nessuna storia. Quando, al ritorno, Roberto Corbella va a prendere la figlia all’aeroporto, Chiara gli racconta subito dell’incontro che ha fatto e il padre le consiglia di essere molto realista: in fin dei conti, la ragazza non ha ancora avuto nessuna esperienza di fidanzamento. Chiara, però, con il suo stile disarmante, gli risponde: “Papà, non hai capito… questo me lo sposo!”.

La straordinaria storia d’amore tra Enrico e Chiara si concretizza finalmente a cavallo tra il 2002 e il 2003. Non sarà affatto un fidanzamento-lampo. Al contrario, il loro legame si caratterizzerà per numerosi momenti interlocutori e un paio di rotture apparentemente insanabili. Chiara paga forse la sua inesperienza sentimentale, facendo fatica ad essere pienamente se stessa, mentre Enrico ancora soffre per le sue storie precedenti e altri traumi, come la morte del padre; ha il terrore di essere abbandonato e, proprio per questo, in più occasioni viene tentato di fuggire da quel rapporto. Deve imparare a guardare in faccia le sue paure e diventare un uomo. Di fronte a queste crisi cicliche, Chiara soffre terribilmente ma evita di disperarsi, scommettendo con se stessa e con Dio. Compie un esercizio di umiltà e prova a fare i conti con l’idea che l’entusiasmo provato nel primo incontro con Enrico prima possa essere stato un abbaglio. Forse l’idea di una vita con lui era soltanto un suo desiderio, non la volontà di Dio. Chiara approfondisce il suo discernimento, va ad Assisi, segue più di un corso vocazionale, chiedendo lumi alla sua guida spirituale, padre Vito D’Amato ofm, che la invita a meditare su Apocalisse 3,8 e le dice: «Quando Dio apre una porta nessuno la chiude, quando Dio la chiude nessuno la apre». Tra il 2006 e il 2007, Chiara ed Enrico si mollano e si riconciliano più volte ma ormai non riescono a stare più lontani l’uno dall’altra. Hanno lavorato su se stessi e sul proprio carattere e hanno compreso che il loro destino è stare insieme.

Il resto della storia di Chiara ed Enrico è ben noto: il matrimonio (2008); la nascita e la morte dei primi due figli Maria Grazia Letizia (2009) e Davide Giovanni (2010); la malattia di Chiara e la nascita del piccolo Francesco (2011); la morte di Chiara, ormai in odore di santità (2012). Le virtù eroiche che hanno portato all’apertura della causa di beatificazione (2018) di Chiara Corbella Petrillo, il coraggio e la determinazione con cui ha affrontato i drammi dell’ultima parte della sua vita, rappresentano gli aspetti più conosciuti della sua vita ma si possono comprendere soltanto alla luce di quella che, in realtà, lei stessa accolse come la sfida più grande: camminare al fianco di Dio, ascoltarlo e scoprire la sua volontà. In questo Chiara, che è stata davvero una di noi, ci dimostra che chiunque può fare della propria vita un capolavoro.