CONSIGLI DA ANIMALBLOGGER

Giuseppe Scarlato

Il cane in famiglia? Solo se condivide la famiglia! Questo è il mio parere incontrovertibile a quanti genitori sono in dubbio se adottare un nuovo componente peloso (6 milioni di italiani hanno già un gatto in casa).

In effetti, mi si domanda di tutto e, a parte che con un cane in casa ci sono cresciuto, il punto di partenza della riflessione è sempre la natura dell’animale, il quattro zampe in questo caso.

Il cane giusto al posto giusto non è uno slogan pubblicitario ma la mia convinzione che Fido o Beethoven potrebbe non essere appropriato alla vostra famiglia, per quanto bella e perfetta!

Cosi come non esistono famiglie perfette, non esistono razze a totale garanzia di ambientazione nell’ambiente domestico. In verità, l’animale da compagnia più desiderato dagli occidentali, lo definiamo Canis Familiaris: un motivo ci sarà! A ciò si aggiunge la selezione che, negli ultimi due secoli, ha definito razze più appropriate ad una  convivenza e collaborazione(sottolineo collaborazione) con il nucleo familiare: madre, padre e bambino/bambina. Un criterio non ufficiale, ma di cui tenere sempre a mente quando si pensa all’adozione di un cane è la propensione alla socialità e al gioco del nostro futuro coinquilino.

Se, infatti, ogni cane ha capacità empatica, non tutti gli umani sono propensi alle attività ludiche. Il gioco è fattore di crescita imprescindibile per ogni cucciolo, desiderabile per ogni cane adulto.

Il cane anziano,per esigenze fisiologiche più sedentario, fa eccezione, ma d’altronde nelle famiglie con uno o più bambini, è presenza rara (seppure mai sconsigliata da educatori cinofili e veterinari).

Allo stesso tempo non possiamo negare che i minori delle società occidentali hanno negli ultimi anni ridotto i tempi di gioco in ambiente naturale. Non possiamo (e non dobbiamo) dare la colpa esclusivamente ai ritmi lavorativi degli adulti o agli spazi urbani inadeguati delle nostre città.

Leggi di più:  Muore di coronavirus e l'azienda assume sua moglie rimasta sola con 3 figli

Nel ventunesimo secolo il cane è un cittadino a 4 zampe ma, prima di abitare le nostre città abita la famiglia, da sempre nucleo organizzato dove il calore della relazione è stimolo alla crescita di ogni componente.

Dico ciò perché anche il cane cresce in famiglia, attraverso uno scambio di segnali che definiscono il suo ruolo nell’ambiente ogni giorno di più. Tra inconvenienti, ritmi frenetici e pasti ad ogni ora del giorno , il cane prende dimora nella quotidianità umana, impegnandosi ad adattare le sue esigenze all’opportunità che l’ambiente gli offre.

Profonda stima solo per questo, se poi aggiungiamo la fiducia che accorda all’umano, nella buona e nella cattiva sorte, capiamo perché, oggi come in passato, il cane sia il migliore amico dell’uomo.

Giuseppe Scarlato